È polemica in Gambia per l’uccisione di un ippopotamo. Gli ambientalisti sono sul piede di guerra e hanno espresso forte disapprovazione dopo che le autorità hanno deciso di sopprimere l’animale, ritenuto responsabile della morte di un agricoltore vicino a Bansang, nell’entroterra gambiano.
Domenica l’animale ha aggredito mortalmente un pastore, che i giornali gambiani identificano come Dawda Jallow, in una zona del fiume Gambia vicino al villaggio di Jafaye. Questa tragedia ha seminato il panico tra i residenti e ha scatenato richieste di abbattimento dell’animale. Un noto cacciatore gambiano, Demba Njie, accompagnato dalla sua squadra, è stato incaricato dal Dipartimento dei parchi e della fauna selvatica di localizzare e neutralizzare l’ippopotamo. L’animale è stato infine avvistato sulla riva del Gambia e abbattuto nel tardo pomeriggio di lunedì.
Tuttavia, quest’operazione ha suscitato forti critiche da parte delle organizzazioni per la protezione della fauna selvatica, che denunciano l’uccisione di un ippopotamo femmina e la considerano “un attacco ai principi di conservazione della biodiversità”. Le Ong criticano il governo per aver convalidato tale decisione, sostenendo che sarebbe contraria alla Legge sulla fauna selvatica del 1977, adottata nell’ambito della Dichiarazione di Banjul e che garantisce la salvaguardia del patrimonio animale nazionale.



