I Tinariwen, gruppo di chitarristi tuareg vincitore di un Grammy award, hanno pubblicato il loro decimo album, Hoggar, la scorsa settimana.
Il disco è stato interamente registrato ad Algeri, in Algeria, dopo che i membri della band sono stati costretti a lasciare le proprie case a causa delle violenze nel nord del Mali. Il gruppo, che si è formato in un campo profughi algerino nel 1979, propone un mix di blues del deserto tuareg tradizionale con influenze rock e ha raggiunto la fama internazionale nel 1998, in occasione del Festival di Bamako. In quell’occasione la voce dei Led Zeppelin Robert Plant ha definito i Tinariwen «la musica che ho cercato per tutta la vita».
La violenza politica è un tema centrale del loro nuovo album: la band sembra «stanca di essere stata chiamata più volte a farsi portavoce della pace, ma rafforzata dalla saggezza dell’età» si legge sulla rivista Far out: «Il risultato è un capolavoro commovente e uno dei migliori album dei Tinariwen». Proveniente da Tessalit, nella regione del Kidal in Mali, la band è alfiera del tishoumaren, un genere che mischia in sé elementi world, blues, rock e della tradizione tuareg. I Tinariwen cantano inlingua tamashek (Tinariwen significa deserti) e attingono a tradizioni africane, come il chaabi marocchino e il raï algerino, mescolandole a pop e rock occidentali: si riconoscono Santana (con il quale hanno suonato a Montreaux) e i Rolling stones, ma si percepisce anche l’odore della sabbia e il tepore delle albe desertiche.
Sono proprio i recenti scontri al confine settentrionale del Mali il fulcro di Hoggar, che offre al pubblico una nuova di diritti umani violati e di terre straziate dalla violenza e dalla sopraffazione: l’album segna da un lato il ritorno alla natura più tribale degli esordi del gruppo, contrassegnato inoltre dall’assenza di un produttore altisonante e dal ritorno dopo oltre vent’anni di uno dei membri fondatori, Diarra, che ha ritrovato Ibrahim Ag Alhabib, Abdallah Ag Alhousseyni e Touhami Ag Alhassane, i tre membri fondatori dei Tinariwen, oltre a un ampio parterre di nuove leve.
Un altro dei membri storici del gruppo, Iyadh Ag Ghali, oggi è al vertice di al-Qaeda proprio nelle regioni dove i Tinariwen non possono più vivere, ma di cui cantano la memoria e la nostalgia. Prima della lotta armata touareg e del terrorismo islamista, Ag Ghali suonava chitarra e percussioni e scriveva alcunui dei testi del gruppo.



