Stretta politica in Guinea: il governo scioglie 40 partiti, proteste dell’opposizione

di Tommaso Meo
Mamadi Doumbouya

La decisione del governo della Guinea di sciogliere 40 partiti politici per «non aver rispettato i propri obblighi legali» ha suscitato forti reazioni contrarie nel Paese. Il presidente dell’Unione delle forze democratiche della Guinea (Ufdg), una delle pricipali formazioni di opposizione, Cellou Dalein Diallo, ha reagito denunciando un «grave attacco alla democrazia» e chiedendo la mobilitazione contro le autorità in carica.

In un messaggio indirizzato alla leadership, agli attivisti e ai sostenitori del suo partito e rivolgendosi a tutti i cittadini guineani, il capo dell’opposizione ha detto che la Guinea sta attraversando «una fase critica della sua storia» in cui «la convivenza è minacciata e il futuro comune è compromesso». Secondo Diallo, di fronte all’attuale situazione politica servono azioni «in grado di apportare i cambiamenti auspicati dalla popolazione, ed è giunto il momento di agire per ripristinare le libertà civili e garantire il rispetto dei diritti umani».

Secondo Diallo il colpo di stato militare del 5 settembre 2021, guidato dal Comitato nazionale del raggruppamento per lo sviluppo (Cnrd), ha segnato «l’inizio di un declino nazionale» e «il punto di partenza di numerosi abusi»: l’ex primo ministro ha accusato le autorità militari guidate dal generale Mamadi Doumbouya, che hanno ottenuto una legittimità alle ultime elezioni presidenziali, di limitare le libertà pubbliche e di aver commesso violazioni dei diritti umani. Diallo ha parlato apertamente di «omicidi mirati, sparizioni forzate, rapimenti e detenzioni».

Adesso, sempre secondo Diallo, lo scioglimento dei partiti, punta a «cancellare dal panorama politico tutte le forze che potrebbero gettare un’ombra su un partito-Stato in formazione» e riflette la volontà di stabilire un «pensiero unico». Diallo ha quindi invitato gli attivisti dell’Ufdg e «tutti i guineani che amano la libertà e la giustizia» a mobilitarsi per porre fine allo «atato di emergenza», ritenendo che le vie del dialogo e i meccanismi democratici non consentano più un cambiamento politico.

Il governo guineano ha disposto lo scioglimento dei partiti attraverso un decreto del ministero dell’Amministrazione territoriale e del Decentramento (Matd). Il provvedimento stabilisce che queste formazioni politiche perdono «immediatamente» la loro personalità giuridica e il loro status legale. Tra i partiti interessati, oltre alla formazione di Diallo, ci sono il Raggruppamento del popolo guineano – Arcobaleno (Rpg-Aec) dell’ex presidente Alpha Condé e l’Unione delle forze repubblicane (Ufr), fondata da Sidya Touré.

Tutti questi leader dell’opposizione vivono attualmente all’estero a causa del clima politico interno, segnato dalla transizione aperta quasi cinque anni fa dopo la presa del potere da parte del Comitato nazionale per il raggruppamento per lo sviluppo (Cnrd).

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