In Centrafrica la situazione è calma, ma non troppo: la testimonianza di un missionario

di claudia
centrafrica

di Enrico Casale

La Repubblica Centrafricana prova a rialzarsi: cessano alcune ostilità, ma povertà, violenze locali e ingerenze straniere mantengono il Paese in bilico tra pace e instabilità.

Nella Repubblica Centrafricana la situazione politica e sociale è migliorata, anche se resta fragile e instabile. “Il conflitto generalizzato che coinvolgeva gruppi armati irregolari e forze governative nel novembre 2015, quando papa Francesco venne a Bangui a inaugurare il Giubileo della Misericordia, è finito – spiega un missionario che vuole mantenere l’anonimato -. Tuttavia, rimangono fazioni, miliziani, nelle aree periferiche del territorio, che non accettano il regime attuale o, piuttosto, vivono di furti e rapine. Il tasso di criminalità è notevole anche nella capitale, che ha accolto migliaia di abitanti in fuga da regioni troppo pericolose”. A luglio, due importanti bande armate, Upc e 3R, hanno annunciato di cessare le ostilità: di questo risultato il presidente centrafricano, Faustin Touadéra, ha pubblicamente ringraziato la Comunità di Sant’Egidio “per l’impegno costante e discreto profuso da anni”.

russia centrafrica
Vladimir Putin e il suo omologo Faustin-Archange Touadéra

Negli ultimi due anni, il Paese africano ha stretto un rapporto sempre più saldo con la Russia. Il 15 gennaio 2025, Touadéra è stato ricevuto al Cremlino da Vladimir Putin. “Costituisce un segno evidente dell’alleanza strategica in ambito sicurezza e cooperazione tra le due nazioni – continua il missionario -. Un rapporto che apre l’accesso alle miniere centrafricane ai russi in cambio di armi e addestramento alle truppe locali. Sul terreno opera ancora “Corps Africa”, l’erede delle milizie russe Wagner. Questa presenza russa è tuttora controversa, con accuse di sfruttamento, ingerenza in ambito governativo e violazione dei diritti umani”. Grande influenza ha anche la Cina, che finanzia e costruisce infrastrutture pubbliche. Nel settembre 2024, il presidente Touadéra ha partecipato al Summit del Forum Cooperazione Cina-Africa, incontrando Xi Jinping, con l’annuncio dell’incremento delle relazioni bilaterali, basato sulla necessità di dare vita a un mondo multipolare. Si tratta di collaborazione principalmente economica: aiuti in cambio di sfruttamento delle materie prime.

Sullo sfondo rimangono anche le tensioni sociali legate agli scontri tra cristiani e musulmani. “Le violenze tra le due comunità – osserva il missionario – sono iniziate nel 2013, dopo mesi di soprusi e vessazioni perpetrate in totale impunità contro i cristiani da parte di combattenti mercenari stranieri, quasi tutti musulmani, provenienti dal Ciad e dal Sudan, appartenenti alla coalizione Seleka. La visita di papa Francesco ha contribuito a rappacificare gli abitanti della capitale. Attualmente vengono segnalati contrasti e talora scontri sanguinosi in alcune località di frontiera, zone di passaggio per mandrie di allevatori musulmani e agricoltori autoctoni, le cui coltivazioni sono rovinate dal bestiame. Altrove però i rapporti tra le due comunità si stanno progressivamente normalizzando”.

La gente comune vive un’esistenza penosa, con povertà diffusa, elevata mortalità infantile e bassa aspettativa di vita (inferiore ai 55 anni), acuite da disordini e insicurezza in vaste regioni. “Possiamo parlare di un peggioramento generale negli ultimi 20 anni – spiega il missionario -, nonostante qualche modesto segno di ripresa recente. Infatti, prima della crisi politico-militare del 2013, buona parte dei nuclei familiari praticava un’agricoltura di sussistenza, in un contesto di tranquillità. In seguito, la violenza delle armi, che non risparmia i civili, ha determinato paura e abbandono di numerosi villaggi periferici, con sfollamento di massa verso città più importanti e crisi umanitaria. Diversi organismi cercano di provvedere a malnutrizione e carenza di servizi essenziali come sanità e acqua potabile, ma aggressioni e criminalità hanno portato diverse organizzazioni a sospendere o ridurre i loro aiuti. Nonostante la situazione critica e i lunghi anni di traversie, la gente conserva la speranza e la fede”.

Condividi

Altre letture correlate: