7 novembre – Incidente di Fascioda

di Pier Maria Mazzola
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1898. Viene sventata una guerra tra Francia e Gran Bretagna dopo che truppe dei rispettivi Paesi si erano fronteggiate nei pressi di Fascioda (l’odierna Kodok, in Sud Sudan). Là s’incrociavano le rispettive traiettorie di espansione coloniale: est-ovest quella francese, nord-sud quella inglese, con “vittoria” di quest’ultima. Fu un momento topico dello scramble for Africa innescato dalla Conferenza di Berlino del 1884-85.

«Intanto dall’Uganda una ferrovia si stava spingendo verso il Nord, e qualcuno incominciava a sognare di unire il Capo al Cairo attraversando una catena di territori tutti soggetti al controllo britannico. Contemporaneamente, però, i francesi accarezzavano un progetto che avrebbe certo impedito la realizzazione di quello inglese: cioè il completamento di un’ininterrotta cintura di possedimenti francesi che si estendesse da Dakar al Golfo di Aden, dal bacino del Congo e dall’Africa occidentale alle sorgenti del Nilo e di là più a oriente, all’Abissinia e alla Somalia. A completare entrambi i piani mancava soltanto il territorio compreso fra il limite sud del potere effettivo egiziano nel Sudan e il limite nord della colonia britannica dell’Uganda.
Il centro principale di questa regione contesa era Fascioda, una fortezza ridotta in pessime condizioni, ma che assicurava il controllo sull’intero corso del Nilo, indispensabile all’esistenza stessa dell’Egitto.
Nel 1897 incominciò la grande corsa verso questo nodo essenziale. I francesi erano comandati dal capitano Jean-Baptiste Marchand, un esploratore e un soldato poco più che trentenne e un deciso nemico del colonialismo inglese. La sua marcia attraverso l’Africa nera, portandosi appresso smontato un piroscafo, il Faidherbe, che contava di rimontare appena arrivato al Nilo, era già in sé stessa un’avventura epica…». (David Thomson, Storia d’Europa dalla Rivoluzione francese ai giorni nostri, Feltrinelli)

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