29/07/13 – Egitto – Poteri di polizia ai militari, la tensione non si spenge

di AFRICA

Non accenna a diminuire la tensione in Egitto dove finora, secondo i bilanci diffusi dal ministero della Sanità nazionale, almeno 80 persone sono morte negli scontri del fine settimana tra sostenitori e detrattori del presidente deposto Mohamed Morsi.

Dall’arresto di Morsi, a inizio del mese di Luglio, si sono contati, secondo bilanci parziali, quasi 150 morti nelle proteste.

Ieri sera i media egiziani, a cominciare dalla edizione on-line in lingua inglese del quotidiano Al Ahram, hanno riportato la notizia che il presidente ad-interim Adly Mansour ha dato al primo ministro Hazem el-Beblawi il potere di garantire ai militari il diritto di svolgere compiti di polizia e arrestare i civili implicati nei gravi disordini.

Secondo Al-Ahram, che cita funzionari governativi, la decisione potrebbe essere il preludio a una stretta maggiore del governo nei confronti dei sostenitori di Morsi o dei militanti che hanno moltiplicato gli attacchi in Sinai.

Nonostante i continui appelli, infatti, i sostenitori di Morsi e dei Fratelli Musulmani hanno annunciato la loro intenzione di voler proseguire nel massiccio sit-in organizzato per chiedere la liberazione dell’ex-presidente e nelle loro manifestazioni di protesta.

Tuttavia la linea dura scelta dai militari sembra cominciare a mostrare qualche crepa. Il vice-presidente egiziano, Mohamed El Baradei, ha chiesto a tutte le fazioni di rinunciare alla violenza e di cercare il dialogo, mentre il movimento di protesta giovanile Tamarud (‘Ribelle’, che in passato ha mobilitato milioni di persone contro Morsi e ha sempre pienamente appoggiato l’esercito) ha espresso preoccupazione per l’annuncio dal ministero degli Interni di voler riattivare, nella sua lotta al “terrorismo”, la polizia segreta incaricata “di combattere l’estremismo e monitorare le attività religiose e politiche”, scrive Al-Ahram.

A livello internazionale, intanto, va registrata l’iniziata del ‘ministro degli Esteri’ dell’Unione Europea, la signora Catherine Ashton, arrivata ieri al Cairo per tentare di lanciare una mediazione. In sue precedenti dichiarazioni, l’alto rappresentante per la politica estera dell’UE aveva espresso preoccupazione per “l’immagine violenta che arriva dal Cairo” chiedendo, in colloqui con El Baradei, di mettere fine al “bagno di sangue” degli ultimi giorni.* Ernesto Sii  – Adnkronos

 

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