18/08/13 – Sudafrica – Marikana, un anno dopo

di AFRICA

 

“Niente è cambiato…I lavoratori ancora non percepiscono benefici dall’economia nazionale”. Joseph Mathunjwa, presidente del sindacato emergente Association of Mine and Construction Workers (Amcu), lo ha detto oggi in occasione della commemorazione delle vittime di quello che è passato alla storia recente del Sudafrica come il massacro di Marikana: un anno fa, le forze dell’ordine aprirono il fuoco contro un gruppo di minatori in sciopero radunati di fronte alla miniera di platino della multinazionale Lonmin uccidendone 34 e ferendone 78. Per Mathunjwa, un anno dopo ai minatori viene ancora pagato “un salario da schiavi”. Alla commemorazione, riporta il portale di notizie ‘News 24’, è stato salutato con “un benvenuto da eroe”, Julius Malema, l’ex presidente della Lega giovanile dell’African National Congress (Anc), ora leader di un nuovo movimento, gli “Economic Freedom Fighters” (Eff, Combattenti per la libertà economica). Secondo alcuni osservatori Malema mira a occupare uno spazio politico rimasto vuoto a causa della mancanza di un’alternativa di sinistra al partito fondato da Nelson Mandela, da cui lo scorso anno è stato espulso dopo essere entrato in rotta di collisione con l’attuale presidente Jacob Zuma. Nel corso dell’ultimo anno Marikana è rimasta l’epicentro di un movimento di protesta e di scioperi sfociati più volte in disordini e violenze. Appena quattro giorni fa una dirigente del sindacato National Union of Mineworkers (Num), vicino all’Anc, è stata uccisa davanti alla stessa miniera. – Misna

 

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