08/10/13 – Africa – Migranti, le ragioni della fuga dall’Africa nera

di AFRICA

 

C’erano centinaia di eritrei tra i migranti della strage di Lampedusa, l’ecatombe del mare che ancora non ha finito di restituire corpi straziati. Chi si è salvato ha raccontato ai soccorritori e alla stampa di una fuga dalla guerra e dalla dittatura, dalle privazioni e dalla paura. Così come, prima di loro, avevano fatto altri disperati in arrivo dall’Africa nera.

La fuga degli eritrei. I rifugiati eritrei sono oltre 70 mila soltanto in Etiopia, il Paese contro il quale combattono da mezzo secolo: 30 mila di loro sono stipati nei campi profughi di Berahle, Mayaini e Adiaharish. Altre migliaia hanno riparato nei centri d’accoglienza del Gibuti, gestiti da Addis Abeba. E poi, ancora più a Sud, gli eritrei si sono rifugiati nei campi del Sudan, in Uganda e in Kenya.

A loro si sono mischiati migliaia di civili somali, in fuga dall’anarchia, dalla carestia e dalla violenza: condizioni ormai permanenti nel Corno d’Africa.

Dal Kenya a Lampedusa. Così somali ed eritrei in fuga dal ‘Medioevo’ partono per viaggi della speranza che spesso si trasformano in viaggi di morte. Ma non ci sono alternative.

Rientrare in patria significa infatti la persecuzione. I parenti di chi scappa o si oppone ai regimi vegono maltrattati o addirittura arrestati. Tanto che da almeno 10 anni la maggioranza dei migranti eritrei e somali gode del diritto d’asilo. Ma, come sa bene l’Unione europea, le richieste dai campi profughi africani, che scoppiano, impiegano anni per essere vagliate ed evase.

Trafficanti e schiavisti. Solo i ricongiungimenti famigliari vanno rapidamente in porto. E per questo migliaia di profughi – soprattutto giovani – pagano profumatamente i trafficanti di esseri umani che popolano il deserto per raggiungere l’Europa. (…) leggi il resto-* Barbara Ciolli –  Lettera43

 

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