Una nuova legge in Burkina Faso punisce l’omosessualità

di claudia
lgbtq africa

La giunta militare al potere in Burkina Faso ha approvato una legge che rende l’omosessualità un reato. La decisione è stata presa dall’Assemblea legislativa di transizione come parte del nuovo codice penale.

La nuova normativa prevede pene severe per gli atti omosessuali, con condanne che vanno da 1 a 20 anni di reclusione e multe comprese tra 500.000 e 1 milione di franchi cfa (da 762,25 a 1.524,50 euro). La legge rende esplicito un divieto che prima era parzialmente coperto da disposizioni più vaghe sugli “atti contro la pubblica decenza”. Non è la prima volta che la giunta militare opera una stretta sull’omosessualità: già ad agosto 2023, il Consiglio superiore delle comunicazioni (Csc) del Burkina Faso, ente regolatorio dei media, aveva vietato la trasmissione di contenuti televisivi che mostrano scene di omosessualità, un provvedimento preso a “tutela dei minori”. Nel luglio del 2024 la giunta aveva approvato un disegno di legge che rendeva illegale l’omosessualità nel Paese, ora un reato a tutti gli effetti inserito nel nuovo codice penale del Burkina Faso.

La mossa del governo guidato dal capitano Ibrahim Traoré si inserisce in un contesto africano dove diversi Paesi hanno recentemente inasprito le leggi contro i rapporti tra persone dello stesso sesso. L’adozione della legge è destinata a sollevare preoccupazioni tra le organizzazioni per i diritti umani e le associazioni della società civile che si occupano di questioni Lgbtq+.

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