Ieri a Bangui, la capitale della Repubblica Centrafricana, Faustin-Archange Touadera ha iniziato ufficialmente il suo terzo mandato come presidente. La cerimonia si è tenuta nello stadio nazionale davanti a 20.000 persone e Touadéra ha prestato giuramento sulla Bibbia. Touadera ha vinto le elezioni dello scorso 28 dicembre con quasi il 78% dei voti, superando nettamente lo sfidante Anicet-Georges Dologuélé. Anche se è al potere dal 2016, ha potuto correre di nuovo per la presidenza grazie a un cambio della Costituzione nel 2023, che gli permette di restare in carica per altri sette anni.
Il risultato del voto ha scatenato diverse polemiche: l’opposizione ha parlato di imbrogli e frodi, ma i giudici hanno respinto ogni ricorso. Nonostante queste tensioni interne, molti leader africani si sono recati a Bangui per mostrare il loro sostegno. Tra gli ospiti c’erano i presidenti di Burundi, Congo e Gabon, oltre al primo ministro del Camerun. La partecipazione di queste delegazioni straniere è stata un segnale politico forte per confermare la posizione di Touadéra agli occhi degli altri Paesi del continente.
Durante il suo discorso, il presidente ha spiegato quali saranno i suoi obiettivi principali per il futuro. Ha promesso di impegnarsi per riportare la pace, combattere la corruzione e creare nuovi posti di lavoro per i giovani. Tra i punti più importanti del programma ci sono anche la costruzione di strade e ferrovie, il miglioramento della rete elettrica e la produzione di cibo per non dipendere troppo dall’estero. Touadéra ha concluso dicendo di voler proteggere le persone più deboli, come le donne, e sfruttare meglio le ricchezze naturali del Paese lavorando insieme a partner internazionali.


