Gravi incidenti hanno contrassegnato la fine della missione francese nella Repubblica Centrafricana, Sangaris, ieri, domenica 30 ottobre. Gli scontri più gravi si sono avuti al Km5, il quartiere musulmano della capitale, Bangui, fra tre bande armate che si contendono il taglieggiamento dei commercianti locali. Secondo le informazioni raccolte da Fides, tra gli otto morti ci sono due capibanda Abdoul Danda e Issa Capi, noto come 50/50, ma la maggior parte delle vittime sono passanti innocenti colpiti dal fuoco incrociato. L’altro gruppo coinvolto è quello di Mohammed Ali Fadoul
Abdoul Danda era il capo del gruppo di autodifesa accusato dell’uccisione al Km5 di Marcel Mombeka, comandata delle Forze Armate Centrafricane, lo scorso 4 ottobre. Issa Capi era invece l’autore del rapimento di sei poliziotti sempre al Km5 avvenuto il 19 giugno. Gli agenti erano stati liberati il 24 giugno.
Quello di ieri è un episodio grave ma circoscritto ad una zona della capitale. Il timore degli esperti locali è che i contendenti che hanno gettato il Centrafrica nel caos, la coalizione ribelle Seleka e le milizie anti balaka, oltre a gruppi di “autodifesa” e a bande criminali, lancino un assalto generale una volta che le truppe francesi si sono ritirate. Rimangono i Caschi Blu della Missione Onu nella Repubblica Centrafricana (Minusca) ma questi non sono temuti dai gruppi armati locali, come invece lo erano i militari francesi. I soldati sotto bandiera Onu sono inoltre malvisti dalla popolazione che li accusa di violenze contro i civili. Le forze armate centrafricane sono ancora in piena riorganizzazione, sia pure con il concorso di una missione militare sotto l’egida dell’Unione Europea.
(02/11/2016 Fonte: Fides)
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