La Libia è «un Paese che ha bisogno di essere stabilizzato. Sicuramente ora non si possono garantire i diritti umani». Lo ha dichiarato il viceministro degli Affari esteri Mario Giro a margine della conferenza «Migrazioni e sviluppo» alla Farnesina. «Stiamo cercando di far entrare nei campi di detenzione del Paese le organizzazioni umanitarie per fare qualcosa – ha detto Giro -. Ci dicono che molti di questi centri di detenzione sono irriformabili e vanno chiusi e penso che sia vero». Bisogna dunque lavorare, ha concluso, perché i migranti «non raggiungano i campi e siano trattenuti nei Paesi di origine». Ma è un’illusione pensare che il fenomeno migratorio possa passare come fenomeno transitorio, né si può pensare che si possa rispondere da soli, alzando cancelli o muri, ha detto ancora Giro durante la conferenza. La sicurezza infatti «non può essere solamente intesa come limitazione flussi», ma va fatto un ragionamento più a lungo termine. Le persone si muoveranno lo stesso. Pensare solo a muri o respingimenti non ha futuro, dobbiamo essere più creativi e in tema di sviluppo sostenibile «i flussi devono trasformarsi in un fenomeno di flusso circolare», ha aggiunto. Secondo il viceministro, in tema di migrazioni non c’è ora una soluzione che veda condiviso lo sforzo tra Paesi di origine, di transito e di destinazione, ma non è possibile «immaginare questa soluzione senza un partenariato. L’Italia l’ha messo sul tavolo a Bruxelles». Anche i Paesi africani che «sono il grande sud europeo» possono «pensare di poter fare da sé». Per questo l’Italia «ha pensato a una forma partenariato che vada oltre all’aiuto pubblico europeo» e che preveda il «coinvolgimento del settore privato». I flussi migratori «non sono solamente un fenomeno di emergenza, ma vanno inseriti in politiche ordinarie», che abbiano obiettivi win-win. Quanto ai corridoi umanitari, uno strumento che dimostra «che si può fare accoglienza e integrazione allo stesso tempo», l’Italia ha firmato un’intesa anche con «la parte etiopica», ha aggiunto. Da questo progetto, ha concluso annunciando nuovi arrivi il 27 aprile a Fiumicino, trarremo l’esperienza necessaria per realizzare una legge” sul tema.
(11/04/2017 Fonte: AnsaMed)
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