Sudan – Otto morti nelle proteste contro il carovita

di Enrico Casale
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In Sudan, le proteste iniziate il 19 dicembre sono proseguite il 20 e il 21 dicembre in diverse città del Paese e nella capitale, Khartoum. Nelle strade, gli slogan richiedono la caduta del regime di Omar el-Bashir, il presidente al potere dal 1989.

Le violenze hanno causato almeno otto morti e il governo ha dichiarato lo stato di emergenza in quattro città di provincia. Ieri, 21 dicembre, l’esercito è stato schierato a Oumdurman, la città gemella di Khartoum. Anche che Internet è stato tagliato.

Amnesty International condanna fermamente i metodi della polizia, che ha aperto il fuoco sui manifestanti. Mentre attraverso l’agenzia di stampa nazionale Suna, un portavoce del governo afferma che le marce sono state infiltrate da agenti sovversivi che colpiscono edifici pubblici e che il movimento popolare viene sfruttato dall’opposizione.

Questo movimento di protesta è nato in un contesto economico catastrofico con un’inflazione che si avvicina al 70% e caratterizzato dalla mancanza di pane, benzina e generi di prima necessità. Già lo scorso gennaio i sudanesi erano scesi in piazza per protestare contro l’aumento dei prezzi dei generi alimentari.

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