Sudan, colloqui sospesi e incidenti

di Enrico Casale
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In Sudan, i colloqui sul trasferimento dei poteri dai militari ai civili sono stati sospesi per tre giorni dai leader delle forze armate. I generali chiedono ai manifestanti di togliere i blocchi stradali. In una dichiarazione televisiva, il Consiglio militare di transizione (Tmc) ha detto che le barricate dovranno essere rimosse al più presto.

Nel frattempo si sono registrati scontri tra soldati e manifestanti. Mentre stavano liberando le barricate, i militari hanno sparato sui civili. I manifestanti hanno detto che almeno nove sono rimasti feriti, ma la cifra non è verificata. Lunedì, una simile esplosione di violenza ha provocato la morte di almeno sei persone.

La battuta d’arresto nel dialogo arriva ore dopo che la Tmc e l’opposizione avevano concordato un periodo di transizione di tre anni prima delle elezioni.

Attualmente, il Sudan è gestito dal consiglio militare che ha preso il potere quando il presidente Omar al-Bashir è stato rovesciato, il mese scorso. Le forze armate stanno però facendo molta fatica a riportare il Paese alla normalità. I manifestanti, incoraggiati dalla caduta di Bashir, hanno continuato a organizzare un grande sit-in fuori dal quartier generale militare nella capitale, chiedendo un governo senza più ingerenze dei militari.

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