Sudan: al-Burhan ad al-Sisi, “l’esercito completerà la transizione”

di claudia

Le forze armate sudanesi mirano solo a porre fine alla guerra in corso in Sudan e a completare la transizione democratica del Paese verso libere elezioni, ha sottolineato ieri il presidente del Consiglio sovrano del Sudan, il generale Abdel-Fattah al-Burhan, in un briefing seguito a un incontro con il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi a New Alamein.

L’esercito sudanese, di cui al-Burhan è comandante, è impegnato a stabilire un “vero” periodo di transizione che consenta al popolo sudanese di istituire un governo attraverso elezioni “libere ed eque”, ha affermato al-Burhan. Ha anche negato quelle che ha definito “bugie”, secondo cui l’esercito sarebbe diventato un incubatore del precedente regime o di gruppi terroristici. “Le forze armate sudanesi sono forze patriottiche che non hanno alcuna intenzione di prendere il potere o di continuare a governare il Sudan”, ha affermato.

Il generale sudanese ha invitato il mondo a vedere la guerra in modo obiettivo e corretto, sottolineando che “questa guerra è stata iniziata da un gruppo (le Forze di supporto rapido, Ndr) che voleva prendere il potere e, per raggiungere questo obiettivo, ha commesso ogni crimine atroce”, inclusi omicidi, sfollamenti e saccheggi. “Hanno commesso i crimini più atroci, che possono essere classificati come crimini di guerra”, ha affermato Al-Burhan.

Un portavoce presidenziale egiziano ha dichiarato in un comunicato che, durante l’incontro con al-Sisi, al-Burhan ha ringraziato l’Egitto per aver sostenuto la sicurezza e la stabilità del Sudan in un “momento storico che sta attraversando”, in particolare ospitando cittadini sudanesi. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, infatti, l’Egitto ospita il maggior numero di rifugiati sudanesi, stimati dal governo locale in oltre 250.000.

Durante l’incontro, i due leader hanno anche esaminato gli sviluppi in Sudan e hanno parlato delle modalità per garantire gli aiuti umanitari al popolo sudanese e degli sforzi per risolvere la crisi sudanese. Hanno anche dato seguito al meccanismo per risolvere la crisi proposto in un incontro tra i Paesi vicini al Sudan, che si è svolto a metà luglio al Cairo, capitale egiziana.

Il viaggio di al-Burhan in Egitto è il suo primo da quando sono scoppiati gli scontri tra l’esercito sudanese e le forze paramilitari di supporto rapido (Rsf) a metà aprile.

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