Sud Sudan, la grande fuga

di Enrico Casale
Rifugiati sudsudanesi
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Più di 8.300 persone fuggite in un solo giorno e rifugiatesi in Uganda. Nell’ultima settimana in 24mila hanno chiesto protezione a Kampala. La crisi umanitaria del Sud Sudan sta diventando sempre più grave. E dimostra quanto la guerra civile stia lasciando una profonda ferita nel tessuto civile del Paese. A lanciare l’allarme sono stati i funzionari delle Nazioni Unite che, venerdì scorso, hanno tracciato un tragico bilancio della situazione dei rifugiati.

Machar e Kiir in un manifesto che inneggia la riconciliazione nazionale

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I profughi, quasi tutti donne e bambini, fuggono dai combattimenti tra le forze fedeli al Presidente del Sud Sudan Salva Kiir e quelli fedeli al suo ex Vicepresidente Riek Machar. Il conflitto, che si è intensificato nelle ultime settimane, dura ormai da più di due anni e ha causato più di 10mila morti e ha costretto più di 2 milioni di persone ad abbandonare le proprie case. Alla base una lotta senza quartiere per il potere e la gestione delle risorse idriche e petrolifere. Il tutto mascherato da scontro etnico tra la maggioranza dinka e la minoranza nuer.

Questa settimana più di 24mila sudanesi si sono diretti verso l’Uganda, sfidando piogge torrenziali, strade fangose violenze, malattie. La pressione sui confini ugandesi si sta facendo sempre più forte. Diecimila rifugiati sono stati costretti a sostare nella città di confine di Elegu in un compound attrezzato per contenere mille persone. L’altro campo ugandese a Kuluba ospita mille rifugiati, tre volte la sua capacità. Il governo di Kampala sta prendendo in considerazione l’apertura di nuovi siti di insediamento per rifugiati nella regione settentrionale del Nilo occidentale. Ma per il momento rimane l’emergenza.

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