Sud Sudan, i leader religiosi: «Pace subito»

di Enrico Casale
Sud-Sudan

«Occorre attuare subito e integralmente l’accordo di pace per il Sud Sudan firmato nel settembre 2018», chiedono i membri del Consiglio Africano dei Leader Religiosi/Religioni per la Pace (African Council of Religious Leaders/ Religions for Peace).

«Siamo turbati dall’aumento degli atti criminali, delle violazioni dei diritti umani e dall’intolleranza politica in diverse località del Sud Sudan», affermano in una dichiarazione pubblicata al termine della riunione tenuta a Nairobi dell’ACRL/RfP.

Il Consiglio dei leader religiosi, secondo quanto riporta l’agenzia Fides, rivolge un pressante appello alla dirigenza politica del Sud Sudan per mettere fine alla crisi umanitaria che sconvolge il loro Paese: «I leader sud sudanesi hanno l’obbligo morale nei confronti dei loro cittadini di porre fine alla violenza e garantire continui progressi verso la pace, la stabilità e la giustizia».

Nel settembre dello scorso anno, le fazioni in guerra del Sud Sudan hanno firmato un accordo di pace per porre fine alla sanguinosa guerra civile scoppiata nel dicembre 2013. Gli accordi di condivisione del potere previsti dal trattato avrebbero dovuto entrare in vigore a maggio, ma il processo è stato ritardato di sei mesi fino a novembre, poiché entrambe le parti non hanno trovato un’intesa sul controllo delle forze di sicurezza. Il 12 novembre è il termine ultimo per l’attuazione del patto, ma i leader religiosi temono che l’obiettivo potrebbe non essere raggiunto.

«L’incapacità di attuare l’accordo rischia di far precipitare nuovamente il Paese nella guerra, causando nuove distruzioni e accrescendo la miseria e la disperazione di milioni di sud sudanesi costretti a fuggire dalle loro case, compresi i quasi 3 milioni di rifugiati che vivono nei Paesi vicini», sottolinea la dichiarazione pervenuta a Fides.

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