Somalia, sfiduciato il primo ministro. E ora?

di Diego Fiore
Hassan Ali Khaire
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Si aggrava la crisi politica in Somalia. Lo stallo politico in atto da mesi fra governo federale e Stati regionali in vista delle elezioni generali ha conosciuto il suo culmine con la mozione di sfiducia approvata dal parlamento di Mogadiscio nei confronti del premier Hassan Ali Khaire. Tutto è avvenuto nel fine settimana. Una situazione che potrebbe far piombare il Paese nel caos.

Con 170 voti a favore e 8 contrari, la Camera del popolo (la camera bassa del Parlamento somalo) ha sfiduciato sabato 25 luglio il primo ministro Hassan Ali Khaire. La sfiducia va inquadrata nell’ambito della spaccatura che si è venuta a creare fra governo e Parlamento per quanto riguarda i modi e i tempi di svolgimento delle prossime elezioni generali. Il voto si inserisce infatti nel contesto dello stallo politico che da mesi vede contrapposti il governo federale e gli Stati regionali: a determinare lo stallo c’è soprattutto la controversa legge elettorale approvata a dicembre dal Parlamento somalo e promulgata dal presidente Mohamed Abdullahi “Farmajo” nel febbraio scorso ma che vede la netta opposizione degli Stati regionali che accusano il capo dello Stato di voler estendere il suo mandato. In questo contesto, il premier sfiduciato Khaire si è finora sempre schierato contro l’eventualità di un rinvio del voto, allineandosi di fatto alle posizioni degli Stati regionali e contro quelle del presidente Farmajo, nella convinzione che le elezioni debbano svolgersi entro quest’anno e che qualsiasi tentativo di far deragliare il processo elettorale rischierebbe di innescare ulteriori tumulti politici e una “crisi politica” che getterebbe il Paese nel caos.

Nel prendere atto della mozione di sfiducia nei confronti del premier Khaire, il presidente Farmajo ha «accolto con favore la decisione della Camera del popolo, tenendo conto della sua indipendenza e dell’autorità costituzionale», e ha ribadito «l’importanza della cooperazione tra tutti poteri statali», specialmente in questa fase critica. «La frattura tra governo e Parlamento sta minando i progressi compiuti e, a tal fine, ho deciso di prendere in considerazione la voce della Camera dei rappresentanti come il fondamento della nostra nazione», si legge in una nota della presidenza. Farmajo ha intanto nominato il vicepremier Mahdi Mohammed Gulaid come primo ministro ad interim in seguito al voto di sfiducia nei confronti di Khaire. Nel frattempo, fonti citate da alcuni media somali affermano che Khaire annuncerà a breve la sua candidatura alla presidenza. In precedenza i rappresentanti del governo federale e degli Stati regionali, riuniti da due settimane a Dusa Mareb, avevano concordato di tenere le elezioni generali nel più breve tempo possibile e nei tempi previsti dalla Costituzione. Nel corso della riunione era stato deciso di nominare un comitato di lavoro tecnico congiunto incaricato di presentare le sue raccomandazioni in merito alle elezioni entro due settimane, quando è prevista una seconda conferenza sempre a Dusa Mareb.

 

Altre letture correlate:

X