Senegal | Artisti e studenti fanno mascherine e gel

di Stefania Ragusa
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Kër Thiossane è un’associazione non profit senegalese che dal 2002 si dedica alla promozione dell’arte e della cultura digitale in Africa. Il nome è formato da due parole, Kër e Thiossane, che in wolof significano rispettivamente “casa” e “cultura tradizionale senegalese”. Ha sede a Dakar, nel quartiere Sicap Liberté II e ospita uno dei FabLabs Solidaires che la Fondazione Orange sostiene in varie parti del mondo.
Di fronte alla penuria di mascherine protettive, diversi FabLab hanno scelto di cimentarsi nella progettazione e produzione di visiere protettive a norma. Tra questi c’è anche Kër Thiossane, che ne ha prodotte già oltre mille, mettendole in parte a disposizione dell’ospedale pediatrico Albert Royer di Fann e avendo cura di riportare in wolof le istruzioni per un utilizzo corretto.  Non solo: i giovani coinvolti nel progetto stanno lavorando anche alla realizzazione di respiratori.
Sul fronte della produzione di gel idroalcolico disinfettante ad attivarsi sono stati invece gli studenti del Politecnico (ESP) dell’Universià Cheik Anta Diop di Dakar (UCAD), guidati dai loro docenti e dai ricercatori. La didattica frontale è stata sospesa, ma le attività non sono ferme e dai laboratori accademici sono già usciti oltre mille litri di gel messi a disposizione del ministero della Sanità. Quest’ultimo ha apprezzato moltissimo l’iniziativa e ha stanziando nuove risorse (100 milioni di franchi CFA) per consentire agli studenti di andare avanti.
L’Africa monolitica e inerte esiste insomma solo nelle fantasie di chi in questo continente non ha mai messo piede.

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