Sarà rilasciato domani Paul Rusesabagina, eroe di Hotel Rwanda

di Valentina Milani

L’attivista politico ruandese Paul Rusesabagina, la cui storia ha ispirato il film candidato all’Oscar Hotel Rwanda, sarà rilasciato dal carcere domani mattina. Lo rivela la newsletter Semafor, che cita alti funzionari ruandesi e del Qatar.

Oggi il ministro della Giustizia ruandese, Emmanuel Ugirashebuja, annuncerà che Rusesabagina e altri venti condannati con accuse di terrorismo vedranno commutare le loro pene detentive e saranno scarcerati. Rusesabagina, storicamente critico del presidente ruandese Paul Kagame, è diventato una celebrità a livello globale dopo che Hollywood ha commemorato i suoi sforzi per salvare più di 1000 cittadini ruandesi, hutu e tutsi, durante il genocidio del 1994. Tuttavia, nel 2021 Rusesabagina è stato condannato a 25 anni di carcere, accusato di terrorismo per il suo ruolo alla guida del Movimento ruandese per il cambiamento democratico (Mrcd), la coalizione dissidente la cui ala militante è stata accusata dalle autorità ruandesi di attacchi violenti che hanno provocato la morte di civili. Accuse che Rusesabagina ha sempre respinto.

Rusesabagina ha lasciato il Ruanda nel 1996 e viveva con la famiglia in Belgio. È stato tuttavia fermato, arrestato e deportato mentre si trovava in Qatar, trasferito in Ruanda e rinchiuso nel carcere di Kigali. Nel 2022 anche il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che la sua detenzione era ingiusta e illegittima. Secondo Semafor Rusesabagina avrebbe scritto una lettera, che i funzionari ruandesi potrebbero rendere pubblica, in cui esprime “rammarico” per qualsiasi connessione tra il suo lavoro politico dentro l’Mrcd e la violenza del suo braccio armato, promette di ritirarsi dalla vita politica ruandese e, se rilasciato, di lasciare il Paese e trascorrere il resto dei suoi giorni negli Stati Uniti, lettera preparata da Rusesabagina con l’assistenza dei propri legali.

Sia il Qatar che gli Usa avrebbero fornito un sostegno fondamentale a Rusesabagina: l’amministrazione Biden ha modificato l’approccio nei negoziati e anche l’emiro del Qatar ha contribuito a facilitare le discussioni su un eventuale rilascio umanitario del detenuto ruandese. Secondo Semafor “la stretta relazione personale tra l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani con il presidente ruandese Paul Kagame ha giocato un ruolo chiave in questa equazione”.

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