RdCongo: Francia, Angola e Ruanda premono su Kabila

di Raffaele Masto
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Il presidente della Repubblica Democratica del Congo Joseph Kabila si sente assediato e come sempre quando la pressione si fa eccessiva fa scendere in campo il suo uomo più fidato, ufficialmente il portavoce della Repubblica Democratica del Congo, Lambert Mende (nella foto). L’occasione sono le dichiarazioni del presidente francese Macron sulla crisi in corso nel paese, tutta addebitabile alla ostinazione di Joseph Kabile per non fare le elezioni presidenziali che si sarebbero dovute tenere nel dicembre del 2016 senza la partecipazione del presidente uscente che ha esaurito i suoi mandati.

Mende, ha definito “piene di ambiguità” le dichiarazioni del presidente francese affermando che nessuno stato può arrogarsi il diritto di interferire negli affari di un altro stato.  Macron aveva commentato la situazione in Congo a seguito del suo recente incontro a Parigi con il presidente del Ruanda e presidente di turno dell’Unione africana, Paul Kagame. Ecco le dichiarazioni: “La Francia sostiene l’iniziativa presa dal presidente dell’Unione Africana in accordo con il presidente angolano Joao Lorenco”, aveva affermato Macron.

“Non rimproveriamo nulla al presidente Macron – ha detto Mente – la questione è sapere cosa lui e il presidente ruandese si sono detti sulla Rdc”, ha detto il portavoce presidenziale in una conferenza stampa convocata appositamente. “Se la risposta che riceveremo non sarà soddisfacente trarremo le nostre conclusioni”. Nessuno, ha aggiunto, “ha il diritto di avanzare soluzioni per i nostri problemi”. Le dichiarazioni arrivano in concomitanza con la visita del presidente dell’Angola a Parigi, Joao Lourenco.

Un paio di mesi fa Mende, mentre a Kinshasa erano in corso manifestazioni organizzate soprattutto dalla Chiesa Cattolica, aveva detto che Joseph Kabila non si sarebbe presentato alle elezioni delle quali aveva parlato senza specificare una data. Poi di quelle dichiarazioni non si era saputo più nulla, dimenticate, come se non fossero mai state pronunciate. Dimenticate, ovviamente, anche le elezioni.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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