Un centinaio di persone, in gran parte giovani appartenenti al clan Bwito, risultano scomparse dal 31 gennaio nel territorio di Rutshuru, nella provincia del Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc). Lo ha denunciato il Consiglio territoriale dei giovani, secondo cui gli sfollati provenienti dai villaggi di Nyesisi e Ngugo sarebbero stati arrestati dal movimento ribelle Afc/M23 e condotti in una località sconosciuta nei pressi di Bambo.
Secondo le testimonianze raccolte dai media locali, gli abitanti di Bambo e Bugina sarebbero stati radunati con la forza durante un’operazione di perquisizione e sottoposti a una selezione in base a presunti legami con i gruppi armati Wazalendo o Fdlr. Le persone identificate come sospette sarebbero poi state caricate su veicoli e trasferite verso una destinazione ignota.
La notizia è stata confermata da Isaac Kibira, vice delegato del governatore a Bambo, che ha chiesto l’immediato rilascio degli arrestati. “Senza distinzione di età o status sociale, tutti sono stati costretti a sedersi mentre i ribelli etichettavano gli abitanti come collaboratori dei Wazalendo o delle Fdlr”, ha riferito, esprimendo forte preoccupazione per le possibili violazioni dei diritti umani e per il crescente esodo della popolazione civile.
Il Consiglio territoriale dei giovani e le autorità locali hanno lanciato un appello al governo congolese, alle organizzazioni regionali e alla Monusco (missione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo), chiedendo un monitoraggio urgente della situazione e la liberazione incondizionata delle persone arrestate, definite “inermi e senza alcun legame con i combattimenti”.
L’area di Bambo e dei villaggi circostanti è da tempo teatro di scontri ricorrenti tra la ribellione Afc/M23 e diverse milizie locali, tra cui il Collettivo dei movimenti per il cambiamento (Cmc/Nyatura), particolarmente attivo nella zona.
Nel contesto di queste violenze, le Nazioni Unite invieranno nei prossimi giorni una missione nella parte orientale del Paese per verificare il rispetto della tregua tra l’esercito congolese e il gruppo ribelle. La squadra di osservatori sarà schierata nella città strategica di Uvira, recentemente riconquistata dalle forze governative e milizie alleate dopo il ritiro dei ribelli.
Governo e M23 hanno concordato in questi giorni in Qatar i termini dettagliati del meccanismo di monitoraggio, previsto da un accordo raggiunto a ottobre e inserito nel quadro di un’intesa più ampia siglata a novembre. Gli Stati Uniti, intanto, proseguono colloqui separati tra Congo e Rwanda, accusato dall’Onu e da Paesi occidentali di sostenere il M23, accusa che Kigali respinge.



