RD Congo – Tshisekedi grazierà i prigionieri politici

di Marco Simoncelli

Il neo-eletto Presidente della Repubblica democratica del Congo, Félix Tshisekedi, ieri si è impegnato a concedere la grazia a tutti i prigionieri politici entro dieci giorni e di aprire le porte del paese agli esiliati.

“Per consolidare le conquiste della democrazia nel nostro paese ho deciso di fare della distensione l’obiettivo maggiore dei miei primi cento giorni di governo” ha affermato il Capo di Stato congolese di fronte ai membri del governo.

Tshisekedi ha detto che seguirà la procedura prevista dalla legge e ordinerà al ministro della Giustizia di applicare di avviare le pratiche per la liberazione dei “prigionieri per reati di opinione”, in particolar modo quelli avvenuti prima del voto dello scorso 30 dicembre, e “nello stesso ordine di idee” verranno “creati i presupposti” per il rientro dei compatrioti che si trovano all’estero per “ragioni politiche”.

Tra le persone considerate esiliati politici c’è anche l’oppositore Moïse Katumbi, che al momento di si trova in Belgio e al quale è stato impedito di partecipare all’ultimo voto.

Con più del 38% dei voti Tshisekedi, si è imposto sia sul candidato della maggioranza, Emmanuel Ramazani Shadary, che sull’oppositore Martin Fayulu (34,8% dei voti), il quale contesta ancora i risultati delle elezioni. A suo parere sarebbero stati manipolati per favorire Tshisekedi che sarebbe stato sostenuto dall’ex presidente Joseph Kabila (il partito di quest’ultimo ha infatti ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi nell’Assemblea nazionale).

La RD Congo ha vissuto comunque la sua prima transizione politica dall’indipendenza nel 1960 in quanto Tshisekedi osto del presidente uscente Joseph Kabila, al potere da 18 anni dopo l’uccisione del padre Laurent-Désiré nel 2001.

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