Nigeria, emergenza disoccupazione

di Enrico Casale
pozzo petrolifero
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In Nigeria, le compagnie petrolifere hanno chiesto alle forze dell’ordine e ai servizi di sicurezza di rafforzare la sorveglianza ai campi petroliferi. Secondo alcuni osservatori, il calo del prezzo degli idrocarburi potrebbe portare a perdite di posti di lavoro. Ciò potrebbe aggravare i problemi di ordine pubblico portando ad attacchi agli oleodotti, alla raffinazione illegale di petrolio e a un incremento degli attacchi dei pirati nel Golfo di Guinea.

La Chevron, società petrolifera statunitense, ha annunciato che licenzierà il 25% della sua forza lavoro in Nigeria, con il sacrificio di un migliaio di posti di lavoro. Royal Dutch Shell e ExxonMobil hanno annunciato tagli di posti di lavoro in tutto il mondo, senza però specificare quanti perderanno il posto ​​in Nigeria. Total non ha annunciato tagli e ha detto di non aver ridotto i salari in Nigeria. Eni non ha commentato.

In Nigeria, la disoccupazione ha raggiunto il 30% nel secondo trimestre, ma negli Stati di Akwa Ibom e Rivers, produttori di petrolio, si è registrata una disoccupazione rispettivamente del 45,2% e al 43,7%. Nei quattro principali Stati produttori di idrocarburi, nel secondo trimestre, erano 4,8 milioni i senza lavoro.
Nei mesi scorsi, le proteste contro la brutalità della polizia hanno portato a rivolte e saccheggi e, in alcune parti del Delta, la polizia ha dovuto ripararsi nelle caserme per timore di doversi scontrare con la rabbia popolare.

A spaventare le forze dell’ordine sono il possibile aumento del furto di idrocarburi (che ha portato alla perdita di 1,35 miliardi di dollari solo nella prima metà del 2019) e dei rapimenti da parte dei pirati nel Golfo di Guinea.

Le organizzazioni non governative che operano negli Stati petroliferi hanno dichiarato che è improbabile che la gente del posto faccia saltare in aria gli oleodotti. Il rischio di furti dalle condutture è però alto perché le persone, senza lavoro e senza risorse,  cercheranno di procurarsi un po’ di petrolio da vendere o da raffinare al mercato nero.

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