Nigeria, Abubakar: «Elezioni farsa»

di Enrico Casale
Atiku Abubakar

Atiku Abubakar, giunto secondo nelle elezioni nigeriane di sabato scorso, ha respinto il risultato definendolo «un ritorno all’era della dittatura militare» (negli anni ’80, Buhari è stato uno dei numerosi dittatori militari in Nigeria). Ha criticato ciò che ha definito «un’elezione fittizia» e ha promesso un ricorso in tribunale. Il presidente Muhammadu Buhari, da parte sua, ha insistito sul fatto che il voto sia stato libero ed equo. Ritardi e violenze hanno però segnato le elezioni anche se nessun osservatore indipendente ha parlato di frodi elettorali. Buhari ha ottenuto 15,2 milioni di voti, Abubakar 11,3 milioni.

Abubakar ha detto che le truppe sono state schierate nelle roccaforti del suo Partito popolare democratico (Pdp) per impedire alle persone di votare. Ha aggiunto che ci sono state «pratiche scorrette» in molti Stati e si è chiesto come negli Stati «devastati» dall’insurrezione islamista si sia votato di più rispetto a Stati più pacifici.

Buhari ha replicato che «l’elezione è stata un’altra pietra miliare nello sviluppo democratico della Nigeria». «Dai commenti di diversi osservatori, sia locali che stranieri – ha aggiunto – è ovvio che le elezioni siano state libere e imparziali. Nessun gruppo etnico si sentirà lasciato indietro o escluso».

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