Niger, Ecowas mantiene le sanzioni e la minaccia militare

di claudia
soldati nigerini

Al termine del Vertice straordinario sulla situazione in Niger, svoltosi ieri ad Abuja, i capi di Stato dell’Ecowas (Comunità degli Stati dell’Africa occidentale, o Cedeao secondo l’acronimo francese) hanno annunciato diverse decisioni di fermezza nei confronti dei soldati che hanno preso il potere a Niamey, riposta tra l’altro il sito nigerino ActuNiger. Così, dopo aver preso atto del mancato rispetto da parte della giunta dell’ultimatum dato nel loro precedente vertice, hanno deciso di “immediata attivazione” e dispiegamento della forza di riserva dell’organizzazione “per ripristinare l’ordine costituzionale in Niger”. Inoltre, secondo i dettagli forniti dal presidente della Commissione, Omar Alieu Touray, i capi di Stato hanno chiesto all’Unione Africana di approvare tutte le decisioni risultanti dal Vertice. Il Vertice ha deciso di mantenere le sanzioni economiche e finanziarie, in particolare la chiusura delle frontiere e il congelamento dei beni di tutti coloro che ostacolano il ripristino dell’ordine costituzionale.

Tuttavia, l’organizzazione ha espresso il suo sostegno per un’evoluzione pacifica della situazione. “È fondamentale dare la priorità ai negoziati diplomatici e al dialogo come fondamento del nostro approccio”, ha detto il presidente della Nigeria.

Come riferisce ActuNiger, secondo il comunicato letto dal presidente della Commissione Ecowas, al termine del Vertice, i capi di Stato, a porte chiuse, hanno rilevato che “tutti gli sforzi diplomatici messi in campo dall’Ecowas per risolvere la crisi sono stati respinti con disprezzo dai capi militari della Repubblica del Niger”. Hanno inoltre preso atto “della scadenza dell’ultimatum di una settimana dato per il ripristino dell’ordine costituzionale nella Repubblica del Niger”.

Nell’ambito delle loro decisioni, la leadership dell’Ecowas ha ordinato “al Comitato dei capi di stato maggiore della Difesa di attivare immediatamente la ‘standby-force’ con tutti i suoi elementi” per ripristinare l’ordine costituzionale nella Repubblica del Niger”.

Nonostante queste misure, nonché il mantenimento delle sanzioni, i capi di Stato hanno comunque lasciato la porta aperta ad una via negoziale, alla quale si sono detti “favorevoli”. Nel suo discorso di chiusura, il presidente della Nigeria e attuale presidente dell’Ecowas, è stato molto fermo nei confronti delle autorità militari di Niamey. “Nessuna opzione è esclusa, compreso l’uso della forza come ultima risorsa”, per risolvere questa crisi in Niger, ha detto Ahmed Bola Tinubu.

L’Ecowas ha anche chiesto all’Unione Africana (Ua) di approvare le decisioni risultanti da questo Vertice. Nel frattempo, l’organizzazione continuerà a cercare di dialogare con il Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria, la giunta militare che ha rovesciato il regime dell’ex presidente Bazoum Mohamed e che ha finora rifiutato tutte le missioni di mediazione inviate dall’Ecowas.

Secondo il presidente della Nigeria, la crisi politica in Niger non solo minaccia la stabilità della nazione, ma ha anche implicazioni a lungo termine per l’intera regione dell’Africa occidentale. “Rimanendo fermi nella nostra adesione ai principi della democrazia, del buon governo e dello stato di diritto, possiamo riportare la pace, la stabilità e la prosperità nella Repubblica del Niger, promuovendo così un ambiente favorevole alla crescita e allo sviluppo per tutti”, ha affermato. 

Condividi

Altre letture correlate: