L’ex vicepresidente e capo di Stato ad interim dello Zambia, Guy Lindsay Scott, è morto ieri pomeriggio all’età di 82 anni per cause ancora sconosciute. Scott ha ricoperto la carica di vicepresidente del Paese da settembre 2011 a ottobre 2014 sotto la presidenza di Michael Sata. A seguito della morte di Sata, il 28 ottobre 2014, ha assunto la guida temporanea dello Stato come presidente ad interim, gestendo una transizione costituzionale delicata fino al giuramento di Edgar Lungu nel gennaio 2015.
La nomina lo ha reso il primo leader bianco alla guida di uno Stato dell’Africa continentale dalla fine dell’apartheid in Sudafrica, attirando per questo l’attenzione internazionale. Di fronte all’eco mediatica, Scott ha sempre ribadito la propria identità zambiana, definendo lo Zambia come la sua unica patria.
Nato a Livingstone il primo giugno 1944, Scott ha affiancato l’attività di economista, imprenditore e agricoltore all’impegno nelle istituzioni. Eletto deputato nel 1991 con il Movimento per la democrazia multipartitica (Mmd), ha successivamente guidato il ministero dell’Agricoltura durante l’amministrazione di Frederick Chiluba. In seguito è stato tra i fondatori del Fronte patriottico (Pf) insieme a Sata.
Sebbene le norme costituzionali sulla cittadinanza dei genitori gli avrebbero impedito di correre per le elezioni presidenziali del 2015, ha completato il mandato garantendo il passaggio pacifico dei poteri.



