Mauritius, non solo mare

di Valentina Milani
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Sospeso sulle acque turchesi dell’Oceano Indiano, 550 chilometri a est del Madagascar, l’arcipelago di Mauritius evoca fughe esotiche e romantiche: non a caso è tra le mete preferite per le lune di miele… e per quanti desiderano unirsi in matrimonio all’ombra delle palme in riva al mare. Le spiagge migliori, quelle che indubbiamente meritano una visita, sono Pereybère, Flic-en-Flac, Le Morne, Belle Mare, Blue Bay e Île aux Cerfs.

Ma sarebbe ingeneroso ridurre questa nazione insulare a un paradiso balneare. Benché le sue incantevoli distese di sabbia bianca corallina invitino all’assoluto relax, l’omonima isola principale di Mauritius con le sue montagne vulcaniche costellate di cascate e lagune, coltivazioni di tè e canna da zucchero, offre diverse attrattive che meritano di essere scoperte. A cominciare dalla meravigliosa regione di Chamarel, raggiungibile percorrendo una strada panoramica che attraversa la lussureggiante foresta tropicale: un territorio di favola, irreale, per la presenza di dune policrome (verdi, blu, violette, marroni, viola, rosse e gialle) modellate da diverse eruzioni vulcaniche.

Non lontano dalla “terra dei sette colori” si può ammirare l’antica chiesa di Sant’Anna che, assieme al suggestivo tempio indù, ricorda quanto queste isole siano da sempre un crocevia di popoli e culture (che hanno plasmato anche la cucina, la musica e la lingua creola). Da non perdere la visita al giardino botanico di Pamplemousses, creato più di 300 anni fa dal botanico francese Pierre Poivre, che vanta una vasta collezione di piante autoctone ma anche tartarughe giganti, traguli di Giava e spettacolari ninfee. I periodi più piacevoli per visitare l’isola sono quelli compresi tra aprile e giugno e tra settembre e dicembre.

Sito web: tourism-mauritius.mu/it

(Marco Trovato)

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