Marocco, il programma “città senza baraccopoli”

di claudia
Sport nelle baraccopoli

In Marocco, il programma nazionale “Città senza baraccopoli” ha permesso di affrontare la situazione di 3.516 famiglie nell’anno 2023, mentre 60 città sono state dichiarate prive di bidonville.

Lo ha riferito la ministra dello Sviluppo territoriale nazionale, dell’urbanistica, dell’edilizia abitativa e delle politiche urbane Fatima Zahra Mansouri, rispondendo a una domanda parlamentare sull’evoluzione di questo progetto.

La ministra ha precisato che il 56% delle restanti famiglie interessate dal suddetto programma hanno sede a Casablanca, Salé, Skhirat, Témara, Marrakech, Guercif e Larache.

Per accelerare l’attuazione dell’iniziativa, Mansouri ha assicurato che il ministero sta lavorando per coinvolgere nuovi attori, in questo caso le regioni, e per rafforzare il partenariato pubblico-privato, oltre al coordinamento con il ministero dell’Interno con l’obiettivo di porre radicalmente rimedio a questo fenomeno per la dignità dei cittadini e il loro diritto ad un’abitazione dignitosa.

Il programma “Città senza baraccopoli”, varato dal re Mohammed VI nel 2004, è considerato una priorità dal governo in quanto diritto costituzionale e pilastro dello Stato sociale.

Il tasso di avanzamento del programma ha raggiunto il 74%, con un miglioramento delle condizioni di vita di 322.420 famiglie; 270.000 famiglie sono state inizialmente prese di mira da questo programma sulla base delle statistiche del 2004.

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