Mali | Bamako: nuovi arruolamenti

di Enrico Casale
soldato del Mali

In Mali, il premier Boubou Cissé ha annunciato un aumento del 50% degli effettivi dell’esercito. Quest’anno partirà una campagna di reclutamento volta a sradicare i gruppi jihadisti. Il piano è quello di arruolare 10mila nuovi soldati nei prossimi mesi «per consentire alle nostre forze armate e di sicurezza di essere molto più presenti in quantità e spero in qualità in aree dove non lo erano», ha detto Cissé. Non ha detto quanto costerà l’aumento né come lo pagherà, con i costi militari che occupano già una parte significativa del bilancio. Inoltre non è chiaro come attirerebbe la gente in un esercito le cui truppe sono spesso vittime degli attacchi dei jihadisti.

L’esercito ha rifiutato di dire quanti effettivi ha attualmente, ma la Banca mondiale ha stimato 18mila membri delle forze armate nel 2017. L’ex potenza coloniale francese è intervenuta nel 2013 per respingere i militanti che avevano catturato il Nord nel 2012, ma i gruppi alleati con al-Qaeda e l’Isis sono oggi attivi nell’area. Gran parte del Mali centrale e settentrionale è senza legge, e gruppi armati utilizzano l’area come base da cui partire per lanciare attacchi nei vicini Niger e Burkina Faso.

La Francia mantiene 4.500 militari in Mali e in altre aree del Sahel, e forze internazionali si sono unite ai militari transalpini per contenere gli attacchi, che però sono continuati. Una ventina di soldati sono stati uccisi in un attacco prima dell’alba in un campo militare nel centro del Paese domenica scorsa e altri 24 sono stati uccisi quando i militanti hanno attaccato una pattuglia nel Nord a novembre. La Francia ha messo in guardia lunedì scorso da possibili tagli delle truppe statunitensi nell’Africa occidentale, preoccupati per l’impatto sul supporto logistico e sulla raccolta di informazioni.

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