Legislative in RDC. Coalizione pro-Kabila ottiene maggioranza

di Marco Simoncelli
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Ieri la Commissione elettorale indipendente congolese (Ceni) ha pubblicato anche i risultati delle elezioni legislative della Repubblica democratica del Congo che hanno dato la vittoria alla coalizione al potere del fronte pro-Joseph Kabila, come riportato da Rfi. Lo schieramento politico ottiene così la maggioranza assoluta dei seggi nell’Assemblea nazionale congolese nonostante nei giorni scorsi il risultato del voto presidenziale abbia eletto a sorpresa l’oppositore Felix Tshisekedi.

L’intero processo elettorale è stato molto travagliato, come spiega Giovanni Gugg per Africa Rivista facendo il punto su quanto accaduto fino ad ora. Nonostante secondo i risultati provvisori abbia vinto un candidato dell’opposizione per la prima volta nella storia del paese, il clima resta teso e pieno di incertezze.

L’altro candidato dell’opposizione Martin Fayulu, arrivato secondo nella contesa elettorale, ieri ha depositato un ricorso alla Corte costituzionale contro i risultati delle elezioni, che a suo dire sono frutto di un “colpo di stato elettorale” perché lui avrebbe ottenuto il 62% dei voti. I risultati, ha denunciato ieri Fayulu, “non hanno nulla a che vedere con la verità delle urne. Si tratta chiaramente di una truffa elettorale inaccettabile, che mira a creare il caos generale in tutto il paese. Non possiamo accettare che la volonta’ del nostro popolo non venga rispettata”, ha aggiunto, alludendo ad un presunto accordo di spartizione del potere fra il vincitore Tshisekedi e l’entourage del capo dello Stato uscente Joseph Kabila.

Il risultato del voto legislativo non fa che aumentare i sospetti su questo accordo segreto anche se è stato negato da entrambe le parti chiamate in causa. Il Front commun pour le Congo (FCC) di Joseph Kabila, che ha candidato il suo delfino Emmanuel Shadary alla presidenza (terzo con il 23,84% dei voti), ha già superato abbondantemente la soglia di 250 seggi su 500 dell’Assemblea come riporta Rfi. Il Cach, coalizione che supporta Tshisekedi, avrebbe ottenuto solo 49 seggi.
Nella situazione attuale la RD Congo si incammina verso una coabitazione tra la maggioranza pro-Kabila e l’opposizione di Tshisekedi. Questo risultato singolare mina sicuramente la capacità di manovra del neo eletto Capo di Stato congolese per attuare le promesse fatte in campagna elettorale incentrate sulla rottura con il passato durato 18 anni del governo Kabila.

Secondo la costituzione congolese, la maggioranza in Assemblea condivide molti poteri con il Presidente, il quale, oltretutto, dovrà scegliere il primo ministro del suo governo fra ranghi della coalizione vincitrice. È probabile dunque che sarà necessario un accordo tra maggioranza e opposizione per la formazione del nuovo esecutivo.

Tanti i possibili scenari che si prospettano in futuro in quanto, con la maggioranza assoluta nell’Assemblea, Kabila e il suo schieramento avranno la possibilità di modificare la Carta Costituzionale senza problemi. Inoltre proprio il Capo di Stato uscente potrebbe farsi eleggere Presidente del Senato, vale a dire la seconda carica istituzionale del paese, la quale, nel caso in cui il Presidente non fosse più in grado di svolgere le sue funzioni, subentrerebbe al suo posto.

Si attende la pubblicazione dei risultati definitivi e, per quanto riguarda le legislative, inizierà un periodo di ricorsi e negoziazioni anche all’interno dei partiti per l’attribuzione dei seggi. Ma la tensione resta alta. Almeno cinque manifestanti sono morti e 17 agenti di polizia sono rimasti feriti negli scontri scoppiati dopo la proclamazione dei risultati delle elezioni presidenziali nella Repubblica democratica del Congo vinte dal candidato dell’opposizione Felix Tshisekedi. Intanto è stata convocata una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per discutere della situazione nel paese, alla luce dell’esito delle elezioni presidenziali tenute il 30 dicembre nel paese.

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