Laguna, di Nnedi Okorafor

di Matteo Merletto

In principio fu District 9, il film sudafricano che proiettava in chiave fantascientifica le questioni dell’apartheid e della xenofobia (un’astronave carica di alieni approdava a Johannesburg). Un film che l’aveva fatta, parola sua, «incazzare» per come gli africani vi erano rappresentati. Però da allora «ho iniziato a sognare a occhi aperti cosa sarebbe successo se gli alieni fossero arrivati in Nigeria», rivela in coda a questo libro l’autrice, americana di origine igbo ora al suo esordio nella lingua italiana ma con un solido curriculum che già la consacra tra gli esponenti dell’afrofuturismo.

Un enorme boato venuto dal mare sconvolge Lagos. Una biologa marina, un rapper e un militare che non si conoscevano incontrano sulla spiaggia una misteriosa donna, che si rivelerà essere una mutaforma. Da qui prende le mosse una narrazione impossibile da rendere in breve, anche per la molteplicità di punti di vista che rende questo pluripremiato romanzo davvero fuori dagli schemi. Naturalmente adatto a chi apprezzi il genere. Leggerlo in inglese permetterebbe di apprezzare anche il lavoro linguistico operato sul pidgin.

Utile postfazione di Nicoletta Vallorani.

Zona 42, 2017, pp. 302, € 15,90

(Pier Maria Mazzola)

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