In Costa d’Avorio il desiderio di preservare un patrimonio culturale e musicale che rischia di scomparire ha dato vita a nuovi archivi indipendenti, creati da giovani e alimentati anche dai social media.
Valorizzare la cultura popolare e musicale africana, in particolare quella ivoriana, contrastandone la dispersione: questo l’obiettivo principale delle realtà archivistiche indipendenti che stanno fiorendo in Costa d’Avorio, anche grazie ai social media. Tra i principali progetti, riporta il Guardian, troviamo ad Abidjan Baoulécore Archive, un archivio fondato da Cédric Kouamé che raccoglie e preserva vinili e cassette di musicisti ivoriani e africani. Il suo progetto artistico nasce dall’esigenza di colmare un vuoto, in un Paese dove sono ancora poche le istituzioni – quali musei o negozi di dischi – delegate alla conservazione e valorizzazione del patrimonio musicale.
«Circa il 95% dell’archivio è musica di persone nere per persone nere», ha spiegato al Guardian Kouamé – “Il nostro dovere è documentarla. L’Occidente ha già documentato i Pink Floyd, i Beatles – e le copie sono già nei musei. Ma gran parte del nostro materiale sta scomparendo”. L’archivio di Kouamé oggi custodisce centinaia di dischi, vinili e cassette sui cui sono incise le note dei più grandi della musica africana e in particolare ivoriana del passato: Reine Pélagie, Daouda le Sentimental accanto ai celebri Sun Ra e Youssou N’Dour.
I dischi del passato sono sempre più rari nel Paese e in tutto il continente non si trovano quasi più: “La maggior parte degli originali di qualità degli anni ’70 e ’80 non si trova più in Africa – sono in Europa e in America, e si vendono a cifre altissime”, ha spiegato.
Alla base di queste operazioni di salvaguardia storico-culturale ed identitarie, c’è un filo rosso comune: africani che documentano storie africane. Secondo Kouamé, si tratta di un dovere di ogni cittadino del continente essere protagonista di questo tipo di operazione di valorizzazione del proprio patrimonio.
Più legato ai social e allo stesso modo efficace nel suo intento, è il progetto archivistico a cura di Marie-Hélène Banimbadio Tusiama, fondatrice di Archives Ivoire. Il progetto Instagram con oltre ottantamila followers documenta l’estetica femminile e la cultura pop ivoriana degli anni Duemila. Nato come un vero e proprio diario visivo attraverso instagram, oggi il progetto è più strutturato nel mondo delle culture visive e dell’imprenditoria, con la creazione di un club del cinema ad Abidjan e un merchandising dedicato.



