Kenya, la corsa dei cammelli

di Valentina Milani

Per chi si trova in Kenya nel mese di agosto interessante può essere l’International Camel Derby di Maralal (capoluogo della contea di Samburu): annuale corsa di cammelli per professionisti che però permette anche ai dilettanti di provare a cimentarsi nell’impresa. Si tratta di uno dei più importanti eventi che si svolgono nel Paese: attira infatti spettatori da tutto il mondo. Coinvolgenti e folcloristiche sono le feste che animano la fine della competizione presso lo Yare Camel Club & Camp. L’evento si svolgerà quest’anno dal 24 al 26 agosto.

L’occasione per fare un tuffo nella “culla della civiltà”, come viene definito da tanti il Kenya. E i motivi sono fondati. Nel 1969 il paleontologo Richard Leakey, scavando nell’area del Lago Turkana, nel Nord del Paese, trovò i resti di una specie di ominide del tutto sconosciuta fino a quel momento, quella dell’Homo habilis. Lo studioso portò inoltre alla luce decine di siti ricchi di resti fossili e, nel 1984, sempre nei dintorni del Lago Turkana, Kamoya Kimeu, uno dei membri del team di Leakey, scoprì il fossile del “Ragazzo di Turkana”, ossia lo scheletro quasi completo di un giovane Homo erectus morto 1,6 milioni di anni fa. Poco dopo fu ritrovato anche il reperto KNM WT 17000, divenuto famoso come “Black Skull”, cioè ‘Cranio Nero’, appartenente a un Australopithecus aethiopicus (Homo erectus), più evoluto e intelligente rispetto all’habilis. Pare insomma che l’uomo abbia iniziato ad acquisire la posizione eretta in queste terre. Alcuni di questi reperti possono essere oggi ammirati presso il Museo Nazionale del Kenya a Nairobi.

La rivista Africa organizza un viaggio in questo meraviglioso Paese dell’Africa orientale dal 21 al 31 luglio: www.africarivista.it

 

 

 

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