Ituri, Congo: una crisi umanitaria silenziosa

di Raffaele Masto

Una crisi umanitaria silenziosa, ma che coinvolge un gran numero di persone e potenzialmente può diventare una vera e propria catastrofe. Ancora una volta si tratta della Repubblica Democratica del Congo, uno dei paesi più travagliati di tutto il continente. A lanciare l’allarme sono le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite. L’ultimo rapporto è dell’UNHCR e i numeri sono impressionanti.

A due mesi dalle violenze che hanno costretto centinaia di migliaia di persone a fuggire dalle loro case nella provincia orientale di Ituri, la crescente insicurezza ha prodotto un gran numero di persone bisognose di assistenza umanitaria e ha impedito il loro ritorno a casa. Nelle ultime tre settimane di giugno soltanto, oltre 145.000 persone costrette a fuggire di recente hanno cercato sicurezza e assistenza nei campi per sfollati interni e rifugiati nella provincia di Ituri, mentre si stima che altre 215.000 persone siano fuggite in aree vicine.

I numeri reali sono difficili da verificare, a causa delle difficoltà di accesso in alcuni luoghi e dell’ampia area da cui le persone sono fuggite.

In migliaia comunque hanno continuato a fuggire a causa della continua violenza tra gruppi armati, molti hanno paura di fare ritorno a casa. Durante una recente missione nella città di Djugu per fornire assistenza, lo staff dell’Unhcr ha trovato un villaggio vuoto dopo l’altro e innumerevoli case date alle fiamme e abbandonate.

Le persone sono state costrette a trovare un rifugio ovunque ne avessero la possibilità. Alcune sono state accolte da altre famiglie. Molte sono state costrette a dormire all’aperto. Drodro, una città relativamente piccola, ha visto la sua popolazione triplicarsi in sole poche settimane, mentre le scuole locali e le chiese sono state trasformate in grandi, squallidi dormitori.

Lo staff dell’Unhcr ha raccolto numerose testimonianze di persone che hanno perso i loro familiari. Alcune persone che avevano tentato di rientrare a casa per prendere cibo e beni di proprietà sono state uccise da gruppi armati come avvertimento agli altri di non tornare.

A causa delle condizioni di sovraffollamento, le donne e le bambine sono ad alto rischio di violenza sessuale e di genere. Le scarse condizioni igieniche, dovute alla mancanza di acqua pulita e di latrine, aumentano il rischio della diffusione delle malattie.

A rendere l’Ituri instabile è la presenza di numerose formazioni armate. Alcune di queste legate ad interessi che travalicano gli equilibri interni. L’Ituri è una regione molto ricca e ambita anche dalle potenze regionali. Le risorse sono oro, terre rare e soprattutto il fatto che questa regione rappresenti una sorta di ingresso da nord in quella regione ricchissima che sono le province orientali della RdC.

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