È stato inaugurato in Namibia un Centro di identificazione e analisi del legname con l’obiettivo di rafforzare la capacità del Paese di contrastare il traffico illegale di legname e i crimini ambientali. Durante la cerimonia di apertura a Windhoek, scrivono i media locali, la ministra degli Interni, immigrazione, sicurezza e protezione Lucia Iipumbu ha dichiarato che la nuova struttura rappresenta «un passo importante» per migliorare la tutela delle risorse naturali e l’applicazione delle leggi ambientali.
Il centro, ospitato presso l’Istituto di scienze forensi della polizia namibiana nella capitale, utilizzerà tecnologie avanzate per identificare le specie di legno, verificare le dichiarazioni relative alle esportazioni di legname e sostenere le indagini penali sui casi di disboscamento illegale. Secondo la ministra, la struttura dispone del primo strumento africano di spettrometria di massa, una tecnologia forense avanzata che consente di identificare con precisione le specie legnose.
Iipumbu ha sottolineato che il commercio illegale di legname mina il commercio legittimo, mette a rischio la biodiversità e indebolisce l’autorità dello Stato. Il centro fornirà quindi prove scientifiche per i procedimenti giudiziari e assisterà la polizia namibiana, le autorità forestali e l’Agenzia delle entrate della Namibia nell’individuazione di spedizioni sospette.
Il traffico illegale di legname resta una sfida persistente nel Paese, in particolare nelle regioni nordorientali di Kavango East, Kavango West e Zambezi, dove si trovano specie pregiate di legno duro come il palissandro.



