Il ragazzo che catturò il vento, di Chiwetel Ejifor

di Matteo Merletto
Il Ragazzo che Catturò il Vento 2

Per il suo esordio alla regia, l’attore Chiwetel Ejiofor (12 anni schavo, Inside Man) sceglie di raccontare la storia vera di William Kamkwamba, già raccontato dal protagonista in un libro.

Siamo in Malawi nel 2001. Il tredicenne William vive con la famiglia in un piccolo villaggio e frequenta la scuola locale. Con l’arrivo della siccità le cose per la famiglia di William si complicano e il ragazzo è costretto ad abbandonare la scuola. Nel frattempo la carestia si diffonde nella regione e il neoeletto governo volta le spalle alla popolazione, razionando il cibo. William, appassionato di scienze e abile riparatore di apparecchi radiofonici, comincia a progettare la costruzione di un rudimentale mulino a vento per pompare l’acqua dai pozzi e così irrigare i campi. Lo scontro con il padre sarà inevitabile, ma la volontà di William prevarrà su tutto. Nei titoli del film scopriamo che grazie a questa invenzione William ha potuto proseguire gli studi fino arrivare ad un’università americana.

A questo proposito ha dichiarato il regista: «Questo è un momento storico in cui è importante riflettere sul valore dell’educazione, il mio film parla di questo. William ha compiuto un percorso straordinario, continua a cercare soluzioni innovative per risolvere i problemi del Malawi, è un esempio per tutti noi e per i giovani africani».

La storia, tipico racconto di formazione, conteneva in sé molti elementi interessanti, ma il risultato non brilla e la visione purtroppo risulta noiosa. Oltre a Chiwetel Ejifor nel ruolo del padre di William segnaliamo, nel ruolo della madre, la presenza dell’attrice Aïssa Maïga, fin troppo bella.

(Simona Cella)

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