Guinea-Bissau al voto

di Enrico Casale
elezioni in guinea bissau

Urne aperte in Guinea-Bissau. Domenica 10 marzo si vota ed è una tornata importantissima perché, per stessa ammissione del presidente del Paese, José Mário Vaz, l’obiettivo è quello di disinnescare una crisi di lunga durata.

L’ex colonia portoghese, uno dei Paesi più poveri al mondo e uno dei principali hub della droga che proviene dall’America Latina ed è diretta verso l’Europa, vive una situazione di stallo politico da quando il presidente ha deposto il premier nel 2015.  A seguito di un accordo negoziato dalla Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas), lo scorso aprile il primo ministro guineano, Aristide Gomes, è stato nominato col compito di guidare il Paese al voto.

Il voto per le legislative dovrebbe essere seguito da un’elezione presidenziale e da un consolidamento delle istituzioni, e potrebbe aprire la strada a una revoca delle sanzioni internazionali imposte al Paese dall’ultimo colpo di Stato militare del 2012. Per le elezioni, sono 24 i partiti che hanno presentato i propri candidati.

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