Grande concerto a Milano: Richard Bona alla Fabbrica del Vapore

di Matteo Merletto
PHOTO Richard Bona - © Adam Hart_b

Dal 18 al 29 giugno 2019 torna alla Fabbrica del Vapore di Milano Contaminafro, il festival delle culture contemporanee. Programma e biglietti: www.contaminafro.com

Ad aprire Contaminafro martedì 18 giugno sarà Richard Bona, il bassista e cantante camerunese che si esibirà sul palco per presentare per la prima volta in Italia il suo nuovissimo progetto “De La Frontera” con il chitarrista spagnolo Antonio Rey. Un concerto imperdibile, come ci racconta il nostro Claudio Agostoni.

Richard Bona

Figlio d’arte (suo nonno era un griot, la mamma un’apprezzata cantante), il cinquantenne Bona Pinder Yayumayalolo, conosciuto universalmente come Richard Bona, è un bassista e compositore camerunese. Cresciuto nutrendosi di musica (a quattro anni iniziò a suonare il balafon, a cinque le prime esibizioni nella chiesa di Minta, il suo villaggio natale), si costruì personalmente i primi strumenti con cui esibirsi. Mitica la chitarra che fabbricò collegando le corde dello strumento al serbatoio di una vecchia moto. Ancora adolescente scoprì il jazz e la smodata passione per Jaco Pastorius lo spinse a focalizzarsi sull’uso del basso elettrico.

A 22 anni lasciò il Camerun per emigrare prima a Düsseldorf, poi a Parigi e infine a New York, dove oggi vive e lavora. Durante il suo peregrinare ha avuto modo di conoscere e suonare con mostri sacri della musica africana come Manu Dibango e Salif Keïta, ma anche con grandi jazzisti come Joe Zawinul, Michael e Randy Brecker, Branford Marsalis e Bobby McFerrin. Non è facile scegliere un disco rappresentativo della sua poliedrica produzione. Messo alle strette probabilmente sceglierei The ten shades of blues, pubblicato da EmArcy nel 2009. È un album ricco, dalla chiara impronta mainstream ma frutto di una personalissima visione del blues, ad ampio spettro, maturata nel corso di una longeva carriera.

«Ognuna delle 11 tracce – ha scritto Jane Cornwell sulla prestigiosa rivista Jazzwiserappresenta una particolare declinazione di blues e proietta l´ascoltatore nelle atmosfere di Madras, Bombay, Nashville, New York e della Madre Africa». È un lavoro caleidoscopico, dai mille toni e mille colori. Il brano di apertura, Take One, è una suadente polifonia di note cantate che si intrecciano; altri episodi particolarmente degni di nota sono Good Times, una meravigliosa ode alla positività, e Souleymane, con un canto che si eleva in puro stile “griot” africano.

(Claudio Agostoni)

Concerto martedì 18 giugno, alle ore 21.00, alla Fabbrica del Vapore di Milano.

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