Ghana, gravidanze precoci: colpa dei noodles?

di Stefania Ragusa
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I noodless, gli spaghetti a preparazione istantanea di origine orientale, sono “sbarcati” in Ghana nel 2005 diventando in pochi anni uno dei cibi più diffusi e richiesti, soprattutto tra i giovani. Chiamati localmente ‘Indomie’, venduti nei fast food e nei locali specializzati in una molteplicità di gusti e varianti, starebbero giocando un ruolo importante nell’incremento di gravidanze registrato tra le adolescenti. Molte ragazzine ripagherebbero con prestazioni sessuali gli uomini disposti a comprare loro degli indomie o anche – ma questo appare meno sorprendente – a dare del denaro per acquistare credito telefonico, facilitando l’accesso ai social network. Molti contatti e accordi sarebbero presi on line.

Il dato è emerso in occasione di un convegno sulla violenza sessuale e di genere durante i mesi segnati dalla pandemia da Covid-19 e dal confinamento, tenutosi a Tamale, la capitale della Regione Settentrionale del paese. A organizzare il convegno, la Star Ghana Foundation in collaborazione con l’organizzazione non governativa Songtaba (focalizzata sull’empowerment femminile). L’incremento di gravidanze tra giovanissime è risultato correlato anche alla chiusura delle scuole nel periodo di confinamento. Per dare un’idea, tra marzo e maggio 2020, nel distretto di Krachi Ovest (regione del Volta) 51 adolescenti, a volte poco più che bambine, sono rimaste incinte. Nel 2018, nella stessa zona, i casi erano stati sei: quasi nove volte di meno. In altre regioni del Paese sono stati registrati incrementi analoghi.
Il relatore principale e consulente della Star Ghana Foundation, Bashiratu Jamal, ha concluso che le gravidanze precoci stanno evidentemente aumentando nonostante i numerosi sforzi messi in campo dalle organizzazioni non governative per ridurre e/o porre fine a questa emergenza.

In Ghana l’età legale del matrimonio è 18 anni, ma a partire dai 16 anni si possono avere rapporti sessuali non forzati. La questione che continua a non essere affrontata è cosa fare nel caso in cui una minore venga forzata, sfruttata sessualmente o messa incinta da un adulto. Non sono definite in modo efficace forme di sanzione per i responsabili. Secondo vari osservatori, le leggi in vigore (in particolare il Criminal Offences Act del 1960) sembrano rafforzare piuttosto l’impunità dei trasgressori. I sostenitori dei diritti dei bambini hanno coinvolto il governo e gli attori dello sviluppo chiedendo una revisione della legislazione sulla protezione dei minori e l’uniformità e la sincronizzazione dell’età legale del matrimonio con l’età legale del consenso.
Un’altra questione che dibattuta in seno al convegno di Tamale è stato il trattamento disumano inflitto alle donne più anziane sulla base di accuse di stregoneria. Un gruppo di presunte streghe ha condiviso la propria situazione. Le donne hanno raccontato di essere state stigmatizzate, aggredite e bandite dalle loro comunità e dai loro villaggi, e si sono appellate al governo chiedendo un impegno concreto da parte delle istituzioni.

(Stefania Ragusa)

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