Fumetti | Il Senegal visto da una ragazza spagnola

di Diego Fiore
DUE MONETE
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Il Senegal non com’è, ma come viene percepito da una diciassettenne, spagnola e bianca, approdata nel Paese al seguito della madre impegnata in un progetto di solidarietà. È questo l’oggetto della graphic novel della giovane fumettista spagnola Núria Tamarit, che ha ricevuto nel 2018 il Premio Valencia.

La protagonista si chiama Mar, vive attaccata allo smartphone e non ha una particolare fascinazione per l’Africa. Parte semplicemente per seguire la madre che deve coordinare in un villaggio la costruzione di una biblioteca. Qui si ritrova a misurarsi con un mondo assolutamente nuovo, nei suoi aspetti più scomodi (le latrine, l’acqua nei secchi per lavarsi, le mosche che depositano le larve di notte sulla biancheria umida…) e in quelli più sorprendenti (la condivisione degli spazi e degli oggetti, la capacità di occuparsi di tutto “a piccoli passi”, senza l’ansia di battere il tempo…). La connessione internet che va e viene, il Malarone da prendere ogni sera e Mamadou che la rimprovera per avere messo la carta igienica sul Corano sono elementi di disturbo che si intervallano con le conversazioni con la coetanea Astou, la vivacità delle strade, i manghi buonissimi e i bambini che la chiamano «Toubab, toubab…». A proposito, il titolo della graphic novel fa riferimento proprio a questa parola, che è la prima che i visitatori occidentali approdati in Senegal finiscono col memorizzare. Toubab, che si usa per indicare i bianchi, deriverebbe dall’espressione “due soldi” con cui molti locali si rivolgevano ai coloni.

Tamarit ha una bella mano e una solida preparazione come colorista. Il racconto è un po’ approssimativo e probabilmente poco rigoroso sul piano antropologico, d’altra parte riflette le prime impressioni di una persona giovane e immersa nel suo mondo. Molti neofiti vi si riconosceranno.

Due Monete di Núria Tamarit

Bao Publishing, 2020, pp. 122, € 16,15

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