Ex Africa a Bologna: l’evento dell’anno sull’arte africana

di Matteo Merletto
Mostra ExAfrica a Bologna

Nell’ambito delle mostre dedicate al continente, rappresenta sicuramente l’evento dell’anno. Ex Africa. Storie e identità di un’arte universale (al Museo Civico e Archeologico di Bologna, dal 29 marzo all’8 settembre) nasce da una grande ambizione: presentare il valore dell’arte africana, ricostruendone il contesto storico e culturale d’origine, evidenziandone l’influenza sulla pittura e la scultura europee d’inizio Novecento (pensiamo a Picasso e Modigliani ma anche a certe composizioni fotografiche di Man Ray) e, finalmente, la relazione complessa e tutt’altro che lineare con la cosiddetta arte contemporanea dall’Africa. Ricorda, in questa impostazione, l’esposizione tenuta alla GAM di Torino nel 2003. Introduce però un ben più marcato superamento dello sguardo etnografico.

Ex Africa aspira a raccontare con determinazione storie d’arte, accompagnate da riflessioni pertinenti sullo sguardo coloniale, le dinamiche di potere, gli spazi di dialogo, il confronto e il cambiamento. «Al centro (ovviamente in senso metaforico e non fisico) c’è la faticosa relazione tra il mancato riconoscimento delle arti dall’Africa e il mancato riconoscimento degli africani», spiega uno dei curatori, il presidente del Centro Studi sull’Archeologia Africana di Milano, Gigi Pezzoli. «C’è anche la volontà di decostruire gli stereotipi più ricorrenti che investono questo settore: in particolare l’idea che l’arte africana sia anonima e senza tempo. Sono immagini che riflettono una visione etnografica ottocentesca e che hanno finito per essere avallate anche dall’uso strumentale che le avanguardie europee hanno fatto dei manufatti che provenivano dal continente».

I pezzi esposti, in larga parte antichi, sono prestiti di importanti musei e collezioni internazionali. Sono state selezionate però anche rilevanti opere contemporanee: gli scatti iconici di Seydou Keita e Malick Sidibé, le composizioni oniriche e concettuali di Malala Andrialavidrazana, gli arazzi ultraquotati di El Anatsui, le sculture di Gonçalo Mabunda, solo per citarne alcune.

Curatore, oltre a Pezzoli, un altro grande africanista, Ezio Bassani, scomparso lo scorso agosto, a 94 anni, proprio mentre era intento a lavorare a questo progetto. La mostra è anche un omaggio sentito alla sua memoria.

Info e biglietti: www.mostrafrica.it

(Stefania Ragusa)


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