Etiopia | Un lavoro per i non vedenti

di Diego Fiore
Soddo
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In Etiopia, a Soddo, una città di circa 150mila abitanti a 350 km a sud della capitale, è nato un importante progetto: qui è stata messa in piedi una fabbrica per non vedenti dove ogni giorno uomini e donne lavorano artigianalmente la terra per produrre mattoni.

È incredibile assistere a quello che ogni giorno fanno queste persone senza vedersi tra di loro: battono le zolle di terra, le impastano a piedi nudi, trasportano e sistemano i mattoni. Ogni giorno, al ritmo di un canto religioso, con questo meccanismo vengono prodotti centinaia di pezzi, poi introdotti nell’edilizia cittadina, un settore ora in leggera crisi a causa dell’arrivo di nuove industrie del laterizio.

È stato un ex ragioniere di banca di Pesaro, Marcello Signoretti, poi diventato missionario in Etiopia a 54 anni (ora ne ha 73), a fondare una cooperativa per non vedenti, categoria tra le più fragili in Africa: senza alcuna assistenza sanitaria, i ciechi sono spesso emarginati anche dai loro stessi familiari. In questa cooperativa vi lavorano circa 30 persone tra uomini e donne, completamente ciechi o ipovedenti. La paga per questi turni di duro lavoro è di circa 30 euro al mese, uno stipendio che comunque consente a questi lavoratori di non finire a mendicare agli angoli delle strade.

L’Etiopia è uno dei Paesi al mondo con la più alta incidenza di malattie agli occhi. Carenza di vitamina A, cattive condizioni igienico/sanitarie e difficile accesso alle cure sono le cause principali delle malattie dell’apparato visivo (tracoma, glaucoma, cataratta ed altre patologie legate alla cornea) che ogni anno colpiscono qui migliaia di persone.

(testo e foto di Claudio Scarponi)

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