Essere donna in Africa. Una mostra a Venezia

di Stefania Ragusa
Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Inaugura oggi a Venezia, presso gli spazi di Akka Project, la mostra I Exist!, esposizione che unisce i lavori di due artiste emergenti africane e aspira a raccontare attraverso le immagini i modi variabili e le infinite sfaccettature dell’essere donna nel continente. Le artiste sono Lebo Thoka e Margaret Ngigi.

Lebo Thoka è una giovane fotografa, diplomata al The Open Window Institute di Pretoria, in Sudafrica, e fotografa freelance dal 2015, ispirata dai movimenti femministi e mossa dal desiderio di portare alla luce le problematiche con cui devono misurarsi le donne nella contemporaneità. Thoka ha destinato all’esposizione I Exist! alcuni ritratti che compongono le sue serie It is well: an ode to Karabo (2018) e Seeds of the Dirt (2020), e due lavori autonomi, intitolati rispettivamente Initiation of Mary e Black of My Flesh.

Le sue donne, sofferenti e provate, vengono ritratte tuttavia con uno spirito e un’intenzione distanti dallo sguardo analitico del reportage fotografico, ed elevate, per sua stessa ammissione, “ad una condizione superiore in cui il loro essere terreno è ormai distante e ha ceduto il posto alla gloria”. Questo obiettivo viene perseguito attraverso vari stratagemmi iconografici, che vanno dallo scontornare le figure inserendole in sfondi alternativi alla sostituzione dei volti originali con quello dell’artista. Con questo non si vuole negare la sofferenza o la soggettività sfumandole in una cornice pop ma allontanarsi dal vittimismo, restituendo alle modelle una sorta di dignità universale.

Lebo Thoka_ Black of my flesh_ courtesy AKKA Project and David Krut Project

Ciò risulta particolarmente evidente nella serie Seeds of the Dirt, dove è esplicito il richiamo alla classica iconografia occidentale e alla pittura sacra. Thoka ripercorre, da un lato, l’immaginario sacro classico con la vergine coperta dal manto blu e l’aureola, dall’altro se ne allontana, proponendo volti neri e elementi tradizionali di varie culture africane.

Margaret Ngigi è una fotografa emergente e studentessa presso la United States International University-Africa in Kenya, conosciuta anche con lo pseudonimo di Sherie. Anche lei incentra la sua ricerca artistica attorno alla figura della donna, al suo ruolo sociale e alle problematiche che riguardano il femminile. Il corpus di immagini presentato in occasione di I Exist! rimanda a un punto di vista specifico: il velo bianco come medium di consolidamento ed espressione del ruolo sociale della donna in Kenya.

Margaret Ngigi, Untitled, The Bride Avenue, 2020_ courtesy AKKA Project and the artist

Il viaggio artistico di Ngigi/Sherie si configura come la trasposizione fotografica del percorso interiore che lei stessa, come giovane donna prima ancora che artista, sta compiendo. “Il suo desiderio e la sua capacità di immedesimarsi in queste giovani modelle e nei loro ruoli sociali fa sì che il risultato artistico sia privo della freddezza da fotografia d’indagine”, si legge nella presentazione, ammantandosi invece “dei toni caldi e personali” del racconto autobiografico.

Akka Project ha realizzato la mostra in collaborazione con David Krut Projects. La mostra sarà visitabile fino al 21 agosto. Akka Project è una galleria d’arte contemporanea con sedi a Dubai e a Venezia, impegnata nella promozione dell’arte contemporanea africana. Co-fondatrice e amministratrice delegata è Lidjia Khachatourian, che è stata anche curatrice del padiglione d’arte del Mozambico alla Biennale di Venezia 2019.

(Stefania Ragusa)

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