Due ex-guerriglieri centrafricani condannati per crimini di guerra

di claudia

La Corte penale internazionale (Cpi) ha condannato ieri gli ex-guerriglieri centrafricani Alfred Yekatom (detto Rambo) ed Edouard Ngaissona, ritenendoli colpevoli di crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Alfred Yekatom è stato condannato a 15 anni di carcere ed Edouard Ngaissona a 12 anni.

I crimini per i quali sono stati ritenuti colpevoli sono stati commessi tra settembre 2013 e febbraio 2014, durante il tentativo di riconquista del potere del generale François Bozizé, appena estromesso dalla guida del Paese dalla milizia Seleka. Tra i loro crimini ci sono attacchi alle popolazioni civili, persecuzioni per motivi etnici, torture e trattamenti disumani.

Yekatom è stato arrestato l’11 novembre 2018 e ha fatto la sua prima apparizione davanti alla Cpi il 23 novembre dello stesso anno, mentre Ngaissona è stato arrestato il 12 dicembre 2018 e la sua prima apparizione in udienza risale al 25 gennaio dell’anno successivo.

La Corte ha poi deciso di riunire i due casi il 20 febbraio 2019: il caso, chiamato “Procuratore contro Yekatom e Ngaissona”, ha richiesto più di 300 udienze e ha coinvolto 1.965 vittime, che si sono alternate come testimoni nei sette anni di battaglia legale. Sono stati ascoltati in totale 174 testimoni, 114 per l’accusa, 56 per la difesa, uno per la Camera e tre per la rappresentanza delle vittime.

Yekatom era membro dell’Assemblea nazionale centrafricana al momento del suo arresto, avvenuto a Bangui: arrabbiato per l’arresto di Meckassoua, uno dei suoi principali sponsor politici, Yekatom ha interrotto la sessione plenaria dell’Assemblea con in mano una pistola e sparando, prima di essere bloccato e arrestato dalla sicurezza interna al Parlamento e successivamente consegnato alla Cpi. Ngaissona, all’epoca dell’arresto presidente della Federazione calcistica centrafricana, è stato arrestato dalle autorità francesi il 12 dicembre 2018 mentre transitava per la Francia ed è stato quasi subito trasferito al centro di detenzione della Cpi.

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