Cinema | L’Africa degli enfants terribles

di Diego Fiore
Debout, Kinshasa
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Con il weekend si chiude il seguitissimo programma in sala virtuale Top Ten African Short del Festival di mezzo del Festival di Cinema Africano di Verona.

Interessante notare come i protagonisti di tutti i film siano donne e soprattutto bambini. Lo sono anche Debout, Kinshasa! (in programma oggi dalle 21 visibile in streaming gratuito per 24 ore) e Soko Sonko (sempre in streaming gratuito da domani dalle 21). Il regista del primo, Sébastien Maitre, è stato direttore di produzione per 15 anni, ha partecipato alla realizzazione di numerosi lungometraggi e vissuto per diversi anni nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Era nello staff di produzione di film come War Witch di Kim Nguyen, Kinshasa Kids di Marc-Henri Wajnberg e Viva Riva di Djo Munga. Grazie allo scouting set e ad altre avventure, è nata l’idea di scrivere Debout, Kinshasa!, una favola sociale concepita come un inno alla creatività dei congolesi, che è stata selezionata in tantissimi festival ed è valsa al regista la nomination al César 2018 come miglior cortometraggio. Un film allegro che racconta le avventure di Samuel, un ragazzino di 10 anni, costretto dalle circostanze a mettere in gioco tutta la propria arguzia e il proprio ingegno per risolvere problemi famigliari e personali e riuscire finalmente ad andare a scuola.  Divertentissimi i suoi incredibili baratti per potersi comprare un paio di scarpe nuove o vendere “al dettaglio” un tubetto di dentifricio. Un’opera che trasmette gioia di vivere e insegna che non ci si deve arrende di fronte alle avversità della vita, ma provare a superarle anche attraverso trovate originali. La vicenda, trattata con leggerezza, è valorizzata da una fotografia vivida e dal ritmo incalzante della colonna sonora.

Anche Soko Sonko (Il re del mercato) è molto divertente. Quando la madre di Kibibi si ammala, il padre Ed si incarica di portare la bambina al mercato per acconciarle i capelli prima dell’inizio della scuola. Il film è il viaggio esilarante di un papà ben intenzionato che con coraggio arriva dove nessun uomo è mai giunto prima spezzando il tabù di un uomo nel regno tutto femminile e intimo dove le donne si intrecciano i capelli. La regista tanzaniana-americana Ekwa Msangi-Omari è cresciuta in Kenya e attualmente risiede a New York. La sua carriera è iniziata come produttrice, mentre ora si sta concentrando maggiormente nella sceneggiatura e nella regia. Ekwa oltre ai corti ha diretto anche diverse serie televisive per le maggiori emittenti keniane e sudafricane.

(Annamaria Gallone)

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