La Corte costituzionale sudafricana dovrà stabilire se Makaziwe Mandela, figlia maggiore dell’ex presidente Nelson Mandela, possa vendere all’asta alcuni oggetti personali del padre che il governo considera parte del patrimonio nazionale.
La controversia, approdata ieri davanti alla Corte, riguarda decine di cimeli che Makaziwe intende mettere in vendita attraverso una casa d’aste internazionale a New York. Tra gli oggetti figurano le caratteristiche camicie di Mandela, alcune lettere manoscritte, un apparecchio acustico e il documento d’identità utilizzato durante le prime elezioni democratiche del Sudafrica, nel 1994.
Come spiegano i media locali, a opporsi alla vendita sono l’Agenzia sudafricana per le risorse del patrimonio, il Museo di Robben Island e il ministero dello Sport, delle Arti e della Cultura. Secondo le tre istituzioni, gli oggetti rivestono un profondo valore storico e non dovrebbero lasciare il Paese.
I tribunali di grado inferiore hanno finora dato ragione alla famiglia Mandela, sostenendo che il governo non abbia dimostrato sul piano giuridico che i beni siano formalmente tutelati come patrimonio nazionale.
Makaziwe afferma invece che si tratta di proprietà private ricevute in eredità. I proventi dell’asta dovrebbero finanziare il Mandela Memorial Garden e un museo a Qunu, nella provincia del Capo Orientale, dove l’ex presidente trascorse parte dell’infanzia e fu sepolto dopo la morte, avvenuta nel dicembre 2013.



