Ciad-Centrafrica frontiera strategica e calda

di claudia
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La regione frontaliera tra il Ciad e la Repubblica Centrafricana, teatro degli scontri di domenica scorsa, “è un’importante area geostrategica” e se il confine è ufficialmente chiuso dal 2013, in pratica è poroso e consente il passaggio di gruppi armati e di élite politico-economiche specializzate nel bestiame. A fornire qualche elemento di analisi dietro la recente crisi scattata tra il Ciad e il vicino Centrafrica è Thierry Vircoulon coordinatore dell’Osservatorio sull’Africa centrale e meridionale presso l’Istituto francese delle relazioni internazionali (Ifri), citato dal giornale francese La Croix.

Secondo Vircoulon, l’area è utilizzata come zona di ripiego per la Coalizione dei patrioti per il cambiamento (Cpc) ed è diventata una delle roccaforti dei ribelli del gruppo 3R. La Repubblica Centrafricana, che ha dovuto affrontare una guerra civile per otto lunghi anni, ha respinto nel dicembre 2020, con l’aiuto dei paramilitari russi, un’offensiva della Cpc. “Da quel momento, ci sono sospetti di sostegno ai ribelli da parte del Ciad”, spiega Vircoulon. Per Emmanuel Chauvin, docente all’Università Jean Jaurès di Tolosa, “i combattimenti devono quindi essere intesi come un desiderio da parte delle autorità centrafricane di riprendersi questa zona che era al di fuori del loro controllo. E anche per mettere in sicurezza le vie della transumanza, nelle mani dei ribelli”.

Mentre negli ultimi anni gli incidenti hanno avuto la tendenza a verificarsi nella direzione opposta, “con gli eserciti del Ciad che attraversano il confine, il contrario è relativamente nuovo”, osserva Emmanuel Chauvin. “Questo non sarebbe stato possibile senza l’alleanza con i russi”, ha detto, sempre secondo La Croix.

Domenica, l’esercito centrafricano ha sconfinato facendo un’incursione nel villaggio di Sourou, secondo la versione ufficiale ciadiana. Sei militari sono stati uccisi, di cui uno sul posto e altri cinque giustiziati, e ci sono stati danni materiali significativi. N’Djamena ha accusato la Repubblica Centrafricana di avere pianificato e portato a termine l’uccisione di militari ciadiani. Bangui ha chiesto scusa e invoca un malinteso. Le truppe di Bangui avrebbero avuto nel mirino un gruppo di ribelli vicino al confine con il Ciad e hanno sconfinato per inseguirli, quando si sono trovati davanti l’esercito ciadiano. I due Paesi hanno concordato la creazione di una commissione d’inchiesta indipendente, imparziale e internazionale.

Secondo il sito centrafricano Ndjoni Sango, diverse fonti riferiscono che esiste da molto tempo una base di addestramento dei ribelli antigovernativi centrafricani in Ciad. Il sito sostiene peraltro che la località di Sourou sarebbe all’interno del territorio centrafricano, a meno di un chilometro dalla frontiera, e che si assiste in realtà a un’occupazione di suolo centrafricano da parte del presidio militare ciadiano, attaccato domenica.

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