Centrafrica: otto anni dopo l’uccisione della giornalista Lepage, indagini ferme

di claudia

Otto anni dopo l’uccisione in Centrafrica (Rca) della fotoreporter francese Camille Lepage, le indagini sono “completamente ferme e le circostanze della sua morte rimangono poco chiare”. A riaccendere i riflettori sulla vicenda è Reporter senza frontiere (Rsf) tramite una nota pubblicata oggi nella quale chiede alle autorità giudiziarie francesi e centrafricane di rilanciare le indagini e “di agire per fare piena luce sul caso”.

Come ricorda Rsf, sono passati otto anni dall’omicidio di Camille Lepage nella regione di Bouar, nel Centrafrica occidentale, ma le circostanze della sua morte non sono ancora state chiarite e le indagini sono ferme da anni. La fotoreporter 26enne è stata uccisa il 12 maggio 2014 mentre era al seguito di un convoglio di anti-balaka per coprire il saccheggio di un villaggio.

In Francia – precisa l’organizzazione – un quinto giudice istruttore è stato appena assegnato al caso, mentre in Rca il processo è stato rinviato per ulteriori indagini. “Negli ultimi anni non sono state condotte indagini significative per identificare i motivi e gli autori della sparatoria sul convoglio motorizzato in cui viaggiava Camille Lepage”, si legge nella nota dove viene sottolineato che “non tutti i testimoni sono stati interrogati, alcune piste non sono state esplorate, non è stata effettuata alcuna ricostruzione dei fatti e il fascicolo d’indagine non è stato nemmeno trovato per diversi mesi nella Rca”.

“Le difficoltà legate alla sicurezza o al contesto sanitario non possono giustificare la totale mancanza di coinvolgimento delle autorità giudiziarie francesi e centrafricane negli ultimi anni nell’identificazione degli autori di questo agguato mortale e delle loro motivazioni”, ha dichiarato Arnaud Froger, responsabile dell’ufficio africano di Rsf.

Sono state avanzate diverse teorie sul movente dell’attacco, tra cui quella di un’imboscata criminale in cui è caduto il convoglio di miliziani anti-Balaka con cui viaggiava il giornalista. La possibilità di un regolamento di conti interno alla milizia è stata invece rapidamente esclusa. “Troppo in fretta” secondo Vincent Fillola, avvocato della famiglia Lepage, che deplora il fatto che il sistema giudiziario francese non abbia dispiegato “né i mezzi né la volontà necessari” per far avanzare le indagini.

Dal 2013, il Centrafrica è sprofondato in una crisi di sicurezza che ha provocato diverse vittime. Anche i giornalisti centrafricani Elisabeth Blanche Olofio, Désiré Luc Sayenga e René Padou sono stati uccisi in servizio al culmine della crisi nel 2014. Quattro anni dopo, i tre giornalisti investigativi russi Orhan Djemal, Kirill Radtchenko e Alexandre Rasstorgouïev, che stavano indagando sulla presenza di mercenari del loro Paese in Rca, sono stati assassinati in circostanze oscure. La totale opacità delle indagini ha portato Rsf a chiedere un’indagine internazionale.

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