Camerun: addio cardinale Tumi, uomo di pace coraggioso e libero

di Marco Trovato
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Innumerevoli reazioni e messaggi di cordoglio accompagnano il cardinale Christian Tumi nel suo ultimo viaggio. Il porporato, 90 anni, si è spento nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 aprile in una clinica privata della capitale economica del Camerun, Douala. “Lascia all’umanità un retaggio multidimensionale”, ha detto monsignor Jean Mbarga, arcivescovo della capitale Yaoundé, che come tutti i camerunesi ha appreso con costernazione il decesso del primo e unico cardinale del Camerun. Coraggioso e sincero, il cardinale Tumi era noto per le sue denunce delle ingiustizie e per la sua instancabile ricerca di pace. Il sito di Mondo e Missione ricorda che da “paladino della democrazia e della libertà, fustigatore della corruzione e del malcostume dilaganti, è sempre stato una spina nel fianco del presidente Paul Biya”.

Negli ultimi anni, il cardinale Tumi era impegnato nel cercare di conciliare posizioni nel conflitto che oppone il governo centrale e la minoranza anglofona. Originario della regione anglofona del Nordovest, era sospettato dal governo di Yaoundé di essere troppo vicino alle posizioni dei separatisti.

Il 5 novembre scorso, il cardinale era stato rapito dai secessionisti e detenuto come prigioniero per 24 ore in una fattoria situata sull’asse Bamenda-Kumbo. Nella sua ultima opera pubblicata alla fine del 2020, “La mia notte di prigionia”, monsignor Tumi ribadì la sua posizione sul conflitto: “Non appoggio” gli insorti nella boscaglia, “anche se il governo sospetta che sia uno dei loro sostenitori. Non sono d’accordo con quello che stanno facendo (…) Non sostengo la repressione del governo, che ha portato alla presa delle armi. Mantengo la mia neutralità. Tutto quello che voglio è che le armi tacciano e che la pace torni nel Paese “, scrisse il cardinale Tumi. Il cardinale negava di essere secessionista, ma esigeva, e senza timore di innervosire il potere incarnato da quasi quarant’anni dal presidente Biya, che la voce degli anglofoni venisse ascoltata e presa in seria considerazione.

“ Se n’è andato da uomo libero”, scrive il sito Cameplus, “libero e dalla voce forte. La sua unica arma era la pastorale, eppure non abbassava mai lo sguardo davanti ai forti. Non distoglieva nemmeno lo sguardo dalla sfortuna degli affranti”. Nel 2019, il cardinale aveva ricevuto il premio Nelson Mandela per aver promosso la pace e il rispetto dei diritti umani contro ogni discriminazione etnica e religiosa in Camerun. Nei ranghi del Raggruppamento democratico del popolo camerunese (Rdpc), il partito di Biya, il militante André Luther Meka ha salutato la personalità “franca e carismatica” del cardinale Tumi.

Nato il 15 ottobre 1930 a Kikaikelaki, Christian era il quarto di sette figli: prima di lui, due fratelli morirono poco dopo la nascita. I genitori lo affidarono a Dio, dandogli come secondo nome Wiyghan, che significa “è in viaggio e sarà qui solo per un momento”.

In Camerun, uno spiacevole episodio ha suscitato sgomento e persino la ferma reazione dell’ordine nazionale dei medici. Un video del corpo ormai senza vita del cardinale è stato ripreso da qualcuno del personale della clinica e pubblicato online attraverso i social network. L’ordine de medici ha condannato l’atto “odioso” e annunciato un’inchiesta.

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